23 aprile 2011

Gli agnelli

Li avete mai visti?
Nei campi, dico. Sull'erba, vicini alle loro mamme. A giocare come solo loro sanno fare, correndo, saltando, riunendosi in gruppi per poi, nuovamente sparpagliarsi. Sembrano  pieni di felicità e di vita.
Improvvisamente la madre li chiama ed allora è tutto un gran correre a raggiungere una pancia calda e lanosa, una mammella gonfia di latte, i musetti cozzano, i codini vibrano di piacere.
Dopo aver mangiato spesso si addormentano perchè sono piccoli e non hanno tanta resistenza.


Una delle loro passioni, uno dei giochi preferiti è quello di salire sui punti più alti del pascolo, vogliono sentirsi più grandi forse, se non c'è un rialzo del terreno, un vecchio tronco, allora si accontentano e si arrangiano con quello che c'è.
Sono deliziosi, allegri, curiosi, inermi.
Viene poi il giorno in cui sono strappati alle loro madri che gridano straziate per giorni e vengono portati al macello. Chi ci vive, vicino ai macelli, dice che le urla di queste creature sono insopportabili. Poi cessano.
Personalmente, posso dire che tutte le volte che vedo mangiare carne d'agnello provo un profondo disprezzo verso chi lo fa. Lo so, non è politicamente corretto dirlo, ma è la pura verità.

20 aprile 2011

Da qualche parte verso la fine

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L'imagine è piccola, ma lo è anche il libro!
La copertina è deliziosa, decisamente accattivante, l'argomento forse un po' meno: qua si parla di pensieri, di pensieri alla fine di una vita lunga e piena, ma presumibilmente molto vicina alla fine.
Che sia il caso di preoccuparsi? Cos'è questo interesse verso la senilità? Mah...Ad ogni buon conto, questa signora Athill, dopo una vita trascorsa a fare l'editor a Londra per scrittori come Richler, Updike, Roth e Atwood, alla bella età di ottant'anni ha iniziato a scrivere con successo dei libri solo suoi e questo è il primo tradotto  in Italia.
E' una specie di breve autobiografia, il racconto della vita di una donna estremamente indipendente e brillante che si adatta allo scorrere del tempo riconoscendo ed accettando gli inevitabili cambiamenti che questo comporta. Ed allora ci sono i ricordi, i rimpianti, le malinconie, ma anche le sicurezze acquisite, le libertà conquistate, sopra tutte, quella di essere se stesse senza più dovere o volere renderne conto agli altri.
Diana Athill è un buon esempio di come si possa vivere la vita fino alla fine con entusiasmo ed ironia, pienamente.
Devo ricordarmene.

14 aprile 2011

Prime fioriture

Shan Hu Tai by gabriela.riva




Il caldo della scorsa settimana, inatteso, esagerato, piacevolissimo, stupefacente ha risvegliato e fatto scorrere veloce veloce anche la linfa delle piante del giardino. E loro, le piante, in uno slancio di allegria e ritrovata vitalità non hano perso tempo ed hanno messo sù lucide foglie, approntato teneri boccioli e dato il via ad anticipate fioriture.
E quindi ecco, nel suo splendore, uno dei fiori della peonia Shan Hu Tai (Trono di corallo) dal fiore semidoppio e dalle foglie color salvia.
Sboccia nel suo sontuoso rosa corallo di fianco ad una divertente sorella, una peonia Er Qiao (bellezze gemelle) che deve appunto il suo nome a due sorelle cinesi vissute durante il periodo dei "tre regni" (220-280 d.C.) leggendarie per la loro bellezza.
Finalmente, dopo quattro anni di paziente attesa ha mantenuto le sue promesse ed è sbocciata in due colori. E' la sua caratteristica, può portare fiori di due diversi colori o addirittura avere fiori bicolori. Ed ogni anno che passa si comporta come vuole. Carina no? I fiori devono ancora aprirsi completamente, speriamo che la pioggia prevista per domani li risparmi...
Ultima foto, quella della prima rosa a fiorire nel mio giardino, la rosa Sericea pteracanta, scelta per le sue bellissime e grandi spine che dopo la fioritura adornano i rami della pianta, rosse e translucide.



Anche i fiori sono belli nel loro candore e nella loro semplicità. Rivestono tutti i rami, stretti gli uni agli altri.




13 aprile 2011

Una ricamatrice molto lenta...

 Sono io! Quella lenta. Chissà perchè non riesco a sveltirmi con il ricamo. Con questo, in particolare, sono molto in ritardo. Avrei dovuto finire questo quadrato nel mese di marzo ed invece...l'ho finito qualche giorno fa. E dire che  mi diverte tantissimo crocettarlo!
Però mi sono portata avanti ed ho già preparato i  colori del prossimo blocco, il numero 1, quello con il pavone che è veramente bellissimo:
In foto risultano un po' più freddi  di quanto lo siano in realtà, specialmente i verdi che sono invece una meraviglia. Spero di finirlo con dei tempi decenti anche se però, a mia giustificazione devo dire che il risveglio repentino ed esagerato del giardino mi sta assorbendo quasi totalmente. Ah! Il tempo, non basta mai.

10 aprile 2011

Mea shawl, ancora.

Una versione estiva per questo bel modello di Emma Fassio. Mi piace questo scialle, è facile e veloce da tricottare e quindi ho pensato di sferruzzarne un altro utilizzando tre gomitoli di seta bourette dimenticati in soffitta credo da più di tredici anni! Questo peraltro significa che benchè visitata da ghiri e faine, la mia soffitta è perfetta per le lunghe conservazioni...ergo, posso continuare a soccombere agli innamoramenti fatali per i gomitoli!
Il filato utilizzato è lo Shangai della Grignasco (non credo sia più in produzione), me ne sono occorsi 200 g perchè ho voluto aggiungere delle frange.

6 aprile 2011

Zaleti

Se vi è rimasta ancora della farina di mais dall'inverno posto una ricetta che ne prevede l'utilizzo in modo molto soddisfacente!
Gli zaleti sono dei biscottini deliziosi, tipici del Veneto e quindi, come dice il nome sono "gialletti" e sono fatti con la farina di mais. La ricetta originale prevede della farina di mais Fioretto, cioè macinata molto finemente.Personalmente preferisco usare la Bramata che è quella che si usa qua a casa (marito bergamasco...) per fare la polenta perchè mi piace sentire sotto i denti la grana grossa della farina, però naturalmente è solo questione di gusto.
Quando escono dal forno sono molto morbidi, niente paura, raffreddando induriscono come tutti gli altri biscotti


150 g farina bianca
150 g farina di mais macinata fine
150 g burro
120 g zucchero
100 g uvetta
1 cucchiaino di lievito, 1 pizzico di vanillina, la scorza di un limone grattugiata, 1 pizzico di sale, 3 tuorli d'uovo.

Impastare velocemente tutti gli ingredienti insieme aggiungendo l'uvetta come ultima cosa.(Se impastate con il mixer, l'uvetta aggiungetela poi a mano dopo aver estratto il composto altrimenti si spappola e non va bene).
Con la pasta ottenuta fare dei rotolini sul piano di lavoro e tagliare a losanga. Cuocere 10' circa in forno a 180°.
Alla fine si presentano così! Non avrete modo di poterli ammirare a lungo, spariscono in un attimo!

31 marzo 2011

Appena sveglia!

E molto, molto affamata. Parlo di una delle mie tartarughe, la prima ad uscire dal letargo quest'anno, coperta di terra, assonnata e sbadigliante (giuro!). Dopo l'inverno sono leggere leggere eppure, nonostante i mesi di digiuno e la disidratazione, possono essere piene di energia e si spingono fuori dalle loro tane alla ricerca di foglie tenere
da divorare. Le mie vanno matte per il trifoglio ed il tarassaco e naturalmente per la frutta e le carote bollite.
Amo le tartarughe. Sono animali incredibili, mi fanno pensare alle origini della terra, alla preistoria. Il loro istinto è formidabile, non sbagliano mai. Sanno quando smettere di nutrirsi alla fine dell'estate per non andare in letargo con lo stomaco o l'intestino pieni, rallentano il battito cardiaco fino quasi a sembrare morte ed aspettano tempi migliori. Le femmine, dopo essersi accoppiate, possono decidere di trattenere il seme del maschio e di non deporre le uova se ritengono che le condizioni esterne non siano favorevoli alla nascita dei nuovi tartarughini. Non sono lente, tutt'altro, percorrono decine di chilometri durante la bella stagione.
E poi , sono vegetariane! Fantastiche...

Mentre le tartarughe ed il giardino si svegliano, intanto, finalmente ho finito l'Adrift!! Sono piuttosto soddisfatta perchè è stata una nuova esperienza per me, un modello lavorato in un unico pezzo a partire dall'alto, un filato magnifico ma infernale per quanto è fine e delicato, una miriade di punti lavorati con la tecnica continentale, un Kal che mi ha permesso di lavorare con delle tricottine deliziose e super gentili. La foto che vi mostro è pessima, ma non ho nessuno a disposizione in questo momento in casa ed io sono troppo impaziente di condividere il risultato delle mie fatiche!

25 marzo 2011

L'Angelica

Chi frequenta i blog di cucina ne avrà già sentito parlare dell'Angelica. E' un dolce semplice, ma di grande effetto, una ricetta perfetta che riesce bene e permette di ottenere una ciambella molto coreografica oltre che buona. E poi è una ricetta delle fantastiche sorelle Simili! Con i loro libri queste due simpatiche sorelle bolognesi hanno condiviso un grande sapienza e tanti anni di esperienza. Le loro ricette sono perfette, riescono sempre, sia che si tratti di pane che di dolci o di pasta fresca. Quella che posto oggi è tratta da questo libro ed è perfetta per il week-end, la si prepara il sabato pomeriggio e poi, se si riesce a resistere dall'assaggiarla, è bella pronta per una pigra colazione domenicale.

ANGELICA
Primo impasto: 135 g di farina, mezzo cubetto di lievito di birra, 75 g d'acqua (circa)
Amalgamare tutti gli ingredienti e lasciare lievitare per una trentina di minuti.
Secondo impasto: 400 g di farina, 75 g di zucchero, 120 g di latte tiepido, 3 tuorli d'uovo, 1 cucchiaino di sale, 120 g di burro morbido.
Inoltre bisogna aggiungere: 75 g di uvette, 75 g di scorze d'arancia candite, 50 g di burro fuso e se si vuole fare una glassa di copertura anche dello zucchero a velo e un albume.
Impastare la farina con lo zucchero,il sale ed i tuorli d'uovo sbattuti nel latte. Unire il burro fino a d ottenere un impasto che si stacca dalle pareti della ciotola. Aggiungere il primo impasto lievitato ed amalgamare perfettamente.
Lasciar lievitare per un'altra oretta e quindi rovesciare la pasta su un piano infarinato e senza lavorarla ulteriormente stenderla formando  un rettangolo di 2/3 mm di spessore. Pennellare la superficie con il burro fuso e cospargere il tutto con l'uvetta e le scorze candite.
Arrotolare dal lato più lungo e tagliare il rotolo ottenuto a metà per il lungo, separare delicatamente i due pezzi e formare una treccia tenendo la parte tagliata all'esterno. Su una teglia adagiare la treccia a formare una ciambella, pennellare ancora con un po' di burro fuso e far lievitare un 40'. (deve raddoppiare)
Cuocere in forno a 200° per 20,25'.
A questo punto se si vuole, si prepara la glassa sbattendo l'albume con lo zucchero a velo,  la si usa appena il dolce viene sfornato.

La glassa non è obbligatoria, personalmente su questa che vedete fotografata non l'ho messa come potete vedere! Provate a farla , il risultato è assicurato e molto coreografico, non è difficile, basta solo avere il tempo per le lievitazioni...


21 marzo 2011

Primavera


Anche quest'anno, primavera. A farci uscire da un inverno lungo, buio, e non solo per mancanza di luce. Un inverno faticoso, pesante, cupo tante volte.
E adesso primavera. Che possa essere leggera e dolce, accompagnata da venti lievi a far fremere i fiori, dal sole caldo a far uscire i bambini a giocare, da tramonti  che quando il cielo trascolora, a Torino, non vorresti più smettere di camminare e ti sembra che la vita ti riservi ancora infinite promesse.
Ho scelto dei fiori di ciliegio non a caso pensando al Giappone, un piccolo omaggio.

19 marzo 2011

Le Donne

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Un fulgido esempio di come la lettura di un romanzo scateni il desiderio di saperne di più, di conocere meglio. Ed in questo specifico caso, per me, di scoprire la vita e l'opera fantastica ed affascinante di Frank Lloyd Wright. Un genio indiscusso, un uomo dal talento rivoluzionario e dal carattere pirotecnico, egocentrico, sognatore, narcisista.
Boyle narra della vita del grande architetto ripercorrendo a ritroso le sue relazioni sentimentali attraverso lo sguardo ammirato ed ironico di un giovane studente   giapponese che nel 1932 arriva a Taliesin per far pratica nello studio del grande maestro e per condividerne i sogni ed i progetti. E questo è il punto di partenza. Poi, pagina dopo pagina, si vivono le storie dei protagonisti attraverso le loro sofferenze, le loro gioie,le diffficoltà, gli ostacoli ed i pregiudizi. Sullo sfondo un'America rurale, bigotta, ingenua ed anche un po' crudele.
E' un libro che mi è piaciuto molto, mi ha divertita, mi ha portato cercare i volti dei protagonisti e le fotografie degli edifici progettati da Lloyd Wright. E me ne ha fatto apprezzare la sua modernità, il suo gusto, la  sua visione.
Che bello che c'è il Web!

10 marzo 2011

Una stagione : linverno #7

Pomeriggio d'inverno by gabriela.riva
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Ancora una passeggiata tra i boschi ed ancora rami spogli a delinearsi contro il cielo. Oramai per poco però!

questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama  "Una stagione: l'Inverno"

9 marzo 2011

Aggiornamento lavori in corso

Il lavoro a punto croce procede, ma l'aggiornamento sarebbe ben diverso se la stolta ricamatrice non avesse preso lucciole per lanterne e non avesse sbagliato ad interpretare la legenda della tabella colori...risultato? 

  
Due sere di lavoro, una sera di scucitura, una sera di decantazione, un nuovo inizio, un sacco di tempo perso! Un esercizio di pazienza, ormai sono ben temprata direi e non solo per merito dei lavori d'ago, più di tutto è stata la vita ed i suoi casi ad insegnarmela, ogni tanto mi sento quasi una monaca zen e mi devo congratulare con me stessa!
E poi il lavoro, mi correggo, il divertimento, continua su altri fronti, su quello dell'Adrift, il Kal di marzo che mi sta divertendo molto anche se sono solo all'inizio. La cosa divertente, la più divertente direi, è il lavorarlo insieme alle compagne di KAL che offrono sostegno ed entusiasmo, inoltre è stata l'occasione per dipanare la mia prima matassa di Malabrigo Lace che non conoscevo e che mi ha conquistata immediatamente per la sua incredibile morbidezza e per il suo colore fantastico, appena sfumato.
E' un modello top down, una sfida per me che sono abituata a lavorare in modo tradizionale!

6 marzo 2011

Congolesi

Un nome bruttino direi per dei dolcetti deliziosi. Mi sembra un nome un po' retro, da colonialisti, ma tant'è, il loro principale ingrediente, il cocco, evidentemente evoca immagini e sensazioni esotiche. Questa ricettina è un'ottima soluzione per utilizzare degli albumi avanzati da qualche preparazione precedente e quindi ecco gli ingredienti:

4 albumi
250 g di zucchero di canna
300 g di cocco grattugiato
1 cucchiaio di composta di mele
1 bustina di vanillina

Mettere gli albumi e lo zucchero in una casseruola e sbattere vigorosamente a bagno maria ( e quindi in un'altra pentola) fino a che il composto non sarà bello caldo e spumeggiante.
Scaldare il forno a 180°.
Togliere la casseruola dal bagnomaria ed aggiungere la composta di mele (io ho semplicemente cotto un po' prima una renetta, ne ho usato un cucchiaio ed il rimanente me lo sono pappato sul posto!), la vanillina ed il cocco continuando a sbattere per almeno altri 3 minuti di modo che il tutto rimanga ben montato.
Con le mani leggermente umide fare delle palline grosse come una noce e sagomarle mettendole poi sulla placca  rivestita di carta da forno.
Infornare per una ventina di minuti fino a che non saranno belle dorate. Alla fine risulteranno croccanti fuori e morbide all'interno.
raffreddate si possono conservare anche 10 giorni in una scatola chiusa ermeticamente e conservata in luogo fresco ed asiutto.
Buon appetito!

1 marzo 2011

"C'è silenzio lassù"

More about C'è silenzio lassù
Una delle ultime lettura di questo periodo. Un libro bellissimo, profondo, minimalista, triste, ma con un lieto fine.
La storia di un uomo che ha visto la sua vita interrompersi la notte in cui il fratello gemello,  è morto in un incidente stradale. Da quel momento tutto è cambiato, gli studi all'università sono stati interrotti e per lui è rimasta solo la vita nella fattoria, agli ordini di un padre gretto e meschino, a tratti anche molto crudele. La vita scorre, gli anni passano sempre uguali, crisatallizati nella loro ripetitività.
E poi, un giorno, Helmer fa la prima scelta della sua vita e decide di confinare ilpadre in una stanza al piano di sopra e di rinnovare la casa. Ed è come se si fosse rotto un incantesimo e pensieri e sentimenti tornano a galla a farsi rivivere e analizzare. E poi il resto naturalmente non lo dico.
Dico però che questo libro, questa storia sono oltremodo affascinanti. La scrittura è bellissima, le descrizioni degli ambienti naturali sono molto coinvolgenti, e l'autore, narrando la storia di un uomo parla anche del suo doppio o meglio di una sua altra parte, parla della  separazione e della mancanza, della solitudine e di un sentimento di incompletezza che accompagna una vita. E lascia però intravedere la possibilità di un riscatto, di una rinascita.
Gerbrand Bakker - C'è silenzio lassù - Iperborea

26 febbraio 2011

Crumble mele e lamponi

Conoscete i crumbles? Sono deliziosi, molto veloci da fare e molto british. In Francia negli ultimi anni hanno riscosso un grande successo e si stanno diffondendo anche in Italia. Nascono come preparazioni dolci, ma sono buonissimi anche in versione salata.
Crumble significa briciola, e sono proprio le briciole a caratterizzare questo piatto. Briciole dolci o salate a seconda del caso. Importante è farle con le mani, sfregando i vari ingredienti tra i polpastrelli perchè devono rimanere irregolari e di grandezza diversa, passati al mizer sarebbero troppo uniformi. Il primo che vi propongo è semplicemente delizioso ed è il:
Crumble alle mele e lamponi :

4 mele renette
una quindicina di lamponi ( anche surgelati)
2 cucchiai di zucchero di canna
succo di mezzo limone
1 pizzico di miscela delle 4 spezie o di cannella
100 g di farina
45 g di burro
50 g zucchero di canna

Cuocere le mele tagliate a tocchetti con lo zucchero ed il succo di limone e far raffreddare.
Scaldare il forno a 180°.
In una terrina mettere la farina, lo zucchero, il burro freddo a tocchetti, le spezie, un pizzichino di sale (questo sempre!) e mescolare sfregando il tutto tra i polpastrelli fino ad ottenere delle belle briciole, alcune piccole, altre più grandi.
Mettere le mele cotte direttamente in un piatto da forno, aggiungere i lamponi (se surgelati, non occorre sgelare)  e cospargere il tutto con le briciole fino a ricoprire perfettamente il composto. Non bisogna schiacciare!
Cuocere per circa 30' fino a che le briciole non siano belle dorate e croccanti.
Servire tiepido.
Buon appetito!

25 febbraio 2011

Una stagione : l'inverno#6, ma anche delle candeline accese!

Eccomi qua, di nuovo in ritardo! Già, perchè la regola dice che la foto dell'inverno bisogna pubblicarla il giovedì ed anche questa mattina in effetti per un po' ho pensato che giovedì fosse per l'appunto. E questa l'ho scattata sabato scorso in montagna durante una passeggiata con gli sci in un paesaggio ancora assolutamente invernale, bianco, azzurro e scintillante.
Dire che sia stata una settimana frenetica, stancante, piena di mille impegni ed incombenze mi sembra riduttivo. Questo naturalmente non mi ha impedito tra una cosa e l'altra di incastrare delle fugaci visitine al gruppo del kal di marzo e di conseguenza di fare un piccolo acquisto per la mia prima Malabrigo qui! Un po' di lana di consolazione e sostegno ci vuole in certi casi :)
E poi, ho ultimato il primo riquadro di Christmas at Hawk Tun Hollow che ha richiesto un notevole esercizio di pazienza. Il risultato mi piace molto e mi sono divertita a lasciare da ultimo le fiammellelle delle candeline così mi è sembrato quasi di accenderlo davvero l'albero!

18 febbraio 2011

Dominika!

Eccolo qua, finito da qualche giorno! Quasi fedele al modello originale Rowan, ho modificato le maniche riducendone l'ampiezza e sostituendo all'azzurro consigliatoil verde acido. La manica sinistra è conforme ai colori del modello!
E' stato divertente lavorarlo, un po' lungo perchè alla fine mi sono accorta di uno sbaglio e ne ho dovuto disfare un bel pezzo dopo che l'avevo praticamente cucito, ma alla fine ce l'ho fatta e sono molto soddisfatta.
Ve lo faccio vedere anche indossato, per pura vanità di knitter...
Ed anche da dietro, sempre per la stessa ragione, buon week-end a tutti!

17 febbraio 2011

Una stagione : l'inverno#5


Una domenica d'inverno, a metà febbraio. Una bellissima passegiata nei campi tra Arignano e Mombello, la chiesetta dedicata a San Lorenzo.

 Questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama  "Una stagione: l'Inverno"

16 febbraio 2011

Dolcetti di riso alle mandorle


Buoni, dal gusto molto delicato, poco dolci, perfetti per la colazione o per un tè pomeridiano. Una merenda sana e ntriente per i bimbi!
Ingredienti :
1 lt di latte
250 g di riso originario (perfetto per i dolci!)
150 g  di zucchero di canna
30 g di burro (facoltativo)
150 g di mandorle tritatate
100 g di uvetta
1 baccello di vaniglia
4 uova
scorza grattugiata di un limone bio

Porre a bollire il latte, lo zucchero, un pizzico di sale e l'interno del baccello di vaniglia. Aggiungere il riso e farlo cuocere dolcemente fino a che non avrà assorbito tutto il latte rimanendo però leggermente al dente. A cottura ultimata aggiungere le mandorle, l'uvetta, la scorza di limone e se volete il burro. Mescolare bene e lasciare raffreddare completamente.  Quando il composto si sarà raffreddato, aggiungere i tuorli sempre mescolando con cura e gli albumi montati a neve ferma incorporandoli con delicatezza al composto, dal basso verso l'alto.
Forno statico a 180°.
Riempire non completamente le formine ed infornare per una mezz'oretta controllando di tanto in tanto la cottura.
Sono ottimi freddi, ma anche tiepidi.
Buon appetito!

13 febbraio 2011

Fili a Torino



 
Centinaia e centinaia di fili da centinaia di gomitoli dai mille colori. E centinaia di mani a tirarli in aria i gomitoli, a districarne ed a reggerne i fili alti sopra le teste, ma anche a farsene avvolgere e legare. In allegria e divertimento, con grande civiltà.
Un'idea bellissima nella sua semplicità, un filo che unisce persone e menti diverse accomunate però dalla speranza che si possa fare qualcosa per cambiare lo stato delle cose.
Chissà!

10 febbraio 2011

Una stagione: l'inverno #4


Fiori maschili di nocciolo: anticipo di primavera e di allergie! Nel parco regionale di Superga anticipano di pochi giorni lo sbocciare delle primule e delle viole.

  Questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama  "Una stagione: l'Inverno"

8 febbraio 2011

Un albero di Natale ed un pesciolino.

Ecco un post di aggiornamento sui progressi dei lavori in corso. L'albero di Natale veramente è una novità, è il primo dei dodici riquadri che compongono lo schema di Carriage House che finalmente ho iniziato e che aspettava ormai da qualche mese. E' divertentissimo da ricamare, mi piaciono tantissimo i disegni ed i colori di questo schema ed anche il lino 16 fili su cui sto lavorando, dopo un primo momento di panico (non riuscivo a vederci!) e dopo un sapiente utilizzo di lente, è bellissimo e mi permette di avere poi un lavoro ultimato di dimensioni ridotte.
Il pesciolino è quello creato da Janet Martin ed è il settimo quadrato del mio GAAA.
In questo disegno, inseriti in  un tipico intreccio Aran, un pesciolino messo a ricordare i pescatori delle isole Aran per l'appunto, uomini rudi e coraggiosi, grandi knitters !

3 febbraio 2011

Una stagione: l'nverno #3



                 Dopo la copiosa nevicata di domenica è tornato
                 a splendere il sole.
                 Sulla collina dietro casa resiste un po' di neve.


                     Questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama  "Una stagione: l'Inverno"

31 gennaio 2011

I fratelli Matrimonio ed un dolce per la neve

In una domenica pomeriggio così silenziosa che pare quasi di sentire il rumore soffice dei fiocchi che si posano sui rami, in una domenica pomeriggio dove anche chi di solito si affanna rimane in casa bloccato da un'ordinanza tanto stupida quanto inutile, una delle massime gioie per me è bere il tè. Non un tè qualsiasi, comprato chissà dove, con un gusto chissà quale, tanto poi uno ci mette lo zucchero, o il limone, o magari il latte. No. Da vent'anni il tè per me dev'essere quello dei Frères Mariage.   Che ho scoperto appunto tanto tempo fa a Parigi, in una piccola via nel  Marais. Un negozio stupendo, antico, profumato, con annessa sala da thè ( una delle più care del mondo, provare per credere) raffinatissima, un po' Art Déco dove anche gli efebici camerieri sono bellissimi ed eleganti. 
Le varietà di tè sono non so più quante e le loro miscele sono profumate ed aromatizzate solo con fiori, frutta e spezie. Se si ama il tè c'è da perderci la testa.
E naturalmente ci si trova tutto quello che si può immaginare fatto con il tè o per il tè: colini, teiere, tazze, gelatine, marmellate, zuccheri,profumi, samovar, un vero incanto! Però bisognava andare a Parigi, oppure comprarlo per corrispondenza quando ancora gli acquisti on-line non si facevano. Ma non me lo sono mai più fatta mancare...
Da qualche anno però, a Torino, due deliziose sorelle hanno aperto a Torino in via della Rocca l 'Ancienne maison du Thé  e tutto è diventato più facile!  Naturalmente da loro si trova solo una selezione dei tè Mariage, ma va benissimo lo stesso, i  miei preferiti li hanno quasi tutti. Ultimamente è arrivata una fantastica miscela di tè verde speziato e leggermente piccante: bollente, con un po' di zucchero di canna è una meraviglia nei pomeriggi d'inverno gelidi e tristi, scalda  il cuore, l'anima e le mani! Specialmente se, per non farsi mancare niente, uno magari la mattina, appena rotolato giù dal letto prepara questa "dietetica" crostata per scoiattoli.


                           
Crostata per scoiattoli :


300g farina 
150g  burro
70g    zucchero
1  uovo leggermente sbattuto
1   pizzico di sale
100g di nocciole
100g di mandorle 
100g di gherigli di noce
2 cucchiai di burro
3 cucchiai di miele 

Come prima cosa naturalmente si prepara la pasta frolla impastando velocemente gli ingredienti e mettendola a riposare al fresco per una trentina di minuti. Mentre la frolla riposa si prepara il ripieno della crostata spezzettando grossolanamente la frutta secca. I tre cucchiai di miele vanno messi una casseruola col fondo spesso che possa contenere anche la frutta e dopo aver aggiunto anche il burro si fa sciogliere e liquefare su fuoco dolce. Si aggiunge la frutta e si mescola il tutto con cura.
La pasta va stesa in uno stampo a bordi bassi da crostata e si fa cuocere a bianco per una quindicina di minuti in forno a 180°. Quando è parzialmente cotta la si estrae dal forno e la si farcisce con il ripieno. Altro passaggio in forno per 10, 15 minuti ed è pronta! Controllare a vista l'ultima cottura, bisogna tener d'occhio la frutta secca che brucia molto facilmente...buon appetito!

29 gennaio 2011

Il fondamentalista riluttante

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In Pakistan, a Lahore, nel vecchio mercato di Anarkali, due persone conversano al tavolino di un caffè. Uno è pakistano, l'altro americano. Il pakistano insiste per raccontare la propria storia allo sconosciuto incontrato apparentemente per caso, e quindi inizia il lungo monologo che attraverso le 134 pagine del libro ci porta a conoscere la storia di Changez, brillante studente straniero laureato a pieni voti in economia a Princeton e subito entrato a far parte di un'importante società finanziaria a NewYork. Il giovane vive la sua nuova vita neworkese con entusiasmo, incontra una fragile ragazza di cui si innamora perdutamente e sembra perfettamente integrato in questa sua nuova realtà. L'Undici settembre cadono le torri ed il primo istinto di Changez è quello di sorridere di fronte alla tragedia: improvvisamente è come se un ancestrale richiamo lo spingesse a provare un senso di orgoglio per ciò che hanno fatto i terroristi.
Da quel momento la sua vita non è più la stessa, la sua identità pakistana acquista importanza e rilevanza, il giovane si lascia crescere la barba e contemporaneamente  inizia a trascurare il lavoro. Il suo declino è inesorabile, perde il lavoro ed è costretto a tornare in patria in seno alla sua famiglia. E noi lo ritroviamo al tavolino con un americano con cui cena  e che vuole riaccompagnare in  albergo  percorrendo strade diventate improvvisamente buie e deserte. Forse l'americano nasconde una pistola sotto la giacca, al lettore non viene dato di sapere chi sia e cosa ci faccia in Pakistan, così come anche Changez non ci dice esattamente che piega abbia preso la sua vita al ritorno in patria, il suo monologo si interrompe bruscamente.
Mah! L'idea del romanzo è bella, mi aspettavo di più. Sicuramente intrigante questo protagonista che nonostante un'impeccabile formazione occidentale non riesce a rinnegare la sua cultura e le sue origini, sembra quasi che per l'autore le differenze culturali non possano essere mai superate, ma debbano per forza essere elemento di rottura e di separazione. Purtroppo però il romanzo mi ha lasciata con un senso di insoddisfazione per una storia che non solo non si sa come va a finire, ma è anche trattata un po' troppo superficialmente.

24 gennaio 2011

Riso Venere di fine inverno

Ho una vera passione per il riso Venere, in particolare quello  integrale ed ancora più in particolare quello coltivato dalla famiglia Perinotti e commercializzato con il marchio "gli Aironi". E' profumatissimo, delicato e croccante con i chicchi che rimangono separati e bellissimi, una vera gioia per la vista e per il palato. Lo cucino in tanti modi diversi, questa volta è un riso per una sera di fine inverno, fredda ma limpidissima, carica di energia!

Ingredienti:
300 g riso venere
1 porro medio
2 carote
1 manciata di piselli surgelati
300 g di cavolo rosso
1 tazza di semi di girasole
salsa di soya
olio evo

Cuocere il riso in acqua leggermente salata per 30', spegnere il fuoco e lasciare riposare coperto per 5'.
Scolare bene e far raffreddare rimestando di tanto in tanto. Nel frattempo in un wok (va bene anche una padella antiaderente capace) far stufare velocemente le verdure ridotte a piccoli pezzi in due cucchiai d'olio e due di salsa di soya. Aggiungere i semi di girasole.  Regolare di sale secondo il proprio gusto e quando le verdure sono cotte e ben saporite aggiungere il riso mescolando bene sulla fiamma vivace. All'occorrenza si può aggiungere ancora un po' d'olio.
Buon appetito!

20 gennaio 2011

Una stagione: l'inverno #2

Ieri mattina, aprendo la porta di casa, un'alba magnifica.


Questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama  "Una stagione: l'Inverno"

18 gennaio 2011

Un albero ed un libro

More about Il matrimonio dell'annoL'albero è quello della piastrella disegnata da Ada Fenick per il GAAA, il libro è un libro da evitare come la peste tanto è brutto, insulso e scritto male! Perchè l'ho finito? Perchè è più forte di me, so di sconfinare pericolosamente nel masochismo, ma i libri iniziati io li finisco.
  Il libro quindi è questo: " Il matrimonio dell'anno" di Fiona O' Brian, non va bene neanche da leggere sotto l'ombrellone!

L'albero invece è carino, molto divertente e facile da realizzare, Ada Fenick l'ha creato in onore di  un sua compagna di scuola ebrea che ha sposato un irlandese. Tutte e due le culture condividono il simbolo dell'Albero della Vita che quindi è al centro del lavoro, gli intrecci sono a simboleggiare il legame tra i due sposi e sono quelli stampati sugli inviti alle nozze. Storia carina, no?

17 gennaio 2011

Calzini, che bellezza!

Le sorelle di coperta, le Penelopi d'oltralpe e non solo, hanno dato vita ad una nuova ramificazione tricottosa, un nuovo fantastico gruppo che raccoglie produttrici di calzette e scaldamuscoli: ci mancava solo questo! Adesso sono continuamente tentata di mettere sui miei ferri dei punti per  fare le calze che oltretutto non so fare neanche tanto bene... Ne ho fatti solo due paia l'altr'anno e devo dire che la tecnica non la padroneggio per niente. Se penso che le donne di una volta tricottavano calzette a raffica per tutta la famiglia senza nemmeno guardare cosa facevano.
Mi è venuto in mente che mia madre mi raccontava che giovanissima aveva lavorato e prodotto decine di calze per i soldati in guerra. Purtroppo, quando ho desiderato imparare lei non era più qua a potermelo insegnare.
Bando alle tristezze, ci sono le sisters a dare una mano! E anche i fantastici e gratuiti modelli di DROPS.

15 gennaio 2011

Pandolce, come lo faccio io

Un pandolce che faccio spesso, perfetto per la colazione o per una tazza di tè. E' il risultato di varie ricette un po' mescolate, lo facciamo tutte, si sperimenta, si aggiunge , si sottrae, l'eterna ricerca della ricetta perfetta! Adesso mi sembra di aver raggiunto un discreto risultato, è un dolce dal gusto semplice ma arricchito dal leggero aroma delle spezie.
Ingredienti :
350 g farina
150 g burro
125 g di zucchero di canna + 1 cucchiaio di miele
8 cucchiai di latte
1 bustina di lievito bio (cremortartaro)
1 cucchiaio di miscela di quattro spezie
1 bustin  di vanillina
100 g uvetta, 70 g di scorza di cedro ed arancia canditi
2 cucchiai di pinoli
1 uovo leggermente sbattuto
Il procedimento è semplicissimo, si uniscono e si mescolano bene gli ingredienti secchi in una ciotola, poi si aggiungono quelli liquidi precedentemente sbattuti  e mescolati.
Si cuoce a 160° per 45 ' circa, il risultato lo vedete nella foto, buon appetito!

13 gennaio 2011

Una stagione: l'inverno #1

Ma che bellezza, anch'io partecipo all'iniziativa di  Kosenfru mama. Però dovrei essere un po',più presente a me stessa e sapere in che giorno vivo, e magari accorgermi che è giovedì oggi, ed accorgermene un po' prima delle 19...Questa mattina in compenso ho messo fuori il bidone del riciclo carta convinta che fosse già venerdi, mi devo preoccupare? Mah, per ora la mia foto la metto adesso, bella in ritardo, sono sicura che la prossima settimana farò meglio!

E' il prato di sant'Orso a Cogne in Valle d'Aosta e la montagna sullo sfondo è il Gran Paradiso. Ma tutta la zona è un paradiso, la bellezza della natura in queste valli è spettacolare, in ogni stagione. E' un posto che amo, è la mia seconda casa.

Questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama  "Una stagione: l'Inverno"

9 gennaio 2011

Due libri ed un cuore



Il cuore è un disegno della fantastica Claire ed è il primo lavoro finito del 2011, i libri sono gli altri due letti durante le vacanze sui monti. Entrambi sono di una scrittrice poco conosciuta che amo molto, Elizabeth von Arnim. Ho letto quasi tutto di lei incuriosita da un delizioso film visto tanti anni fa e tratto per l'appunto da un suo libro. Si tratta di " Un incantevole aprile", la storia di alcune amiche che si concedono una vacanza sulla riviera italiana abbandonando mariti ed obblighi nella nativa Londra. Ma naturalmente non è del film che voglio parlare, piuttosto di questa scrittrice che, vissuta a cavallo dei due secoli precedenti, si è sempre schierata in difesa dei diritti delle donne contro le prepotenze ed il potere degli uomini. Intelligente, aristocratica e molto brillante, Elizabeth ha contratto tre matrimoni, è stata per due volte contessa, ha avuto cinque figli, ha frequentato l'alta società inglese e gli ambienti culturali più raffinati. Ha scritto molti libri, spesso ricchi di cenni autobiografici ed in Italia credo siano stati tutti tradotti. Quelli che ho appena letto sono "Il padre" e "La storia di Christine".
More about La storia di ChristineMore about Il padre
  










"Il padre" è molto ironico e divertente, narra la storia della matura e bruttina figlia di un anziano e dispotico scrittore che approfitta delle seconde nozze del padre per tentare una fuga ed una nuova esistenza in campagna, "La storia di Christine" prende spunto proprio da una vicenda privata della scrittrice  e racconta di una giovane violinista inglese che va a studiare a Berlino proprio prima dello scoppio della I guerra mondiale e si trova quindi improvvisamente sola in territorio nemico. In effetti la scrittrice perse proprio una figlia sedicenne mandata a perfezionare gli studi musicali in Germania e quando il libro uscì nel 1917 ebbe un successo straordinario attirandosi l'accusa di fomentare la propaganda antitedesca.
 Tutti e due  i libri sono scritti benissimo, coinvolgono il lettore seppure in modo molto diverso, Jennifer, l'eroina del primo, è deliziosa e determinata, Christine è una figura dolcissima, fragile ed indifesa, una bambina.

5 gennaio 2011

Pezzetti di Dominika

Detto così sembra un po' macabro! 
Ma in effetti ecco  due immagini della giacca, due pezzetti soltanto: 














Quando inizio a lavorare a jaquard mi chiedo sempre perchè non lo faccio più spesso, è così divertente, il lavoro avanza veloce e dà grandi soddisfazioni.
I colori delle foto sono un po' orridi, nella realtà sono molto più affascinanti, ma ho potuto fotografare solo con una luce schifida e quindi...questo è il risultato! Sto seguendo delle istruzioni in inglese e per ora tutto procede per il verso giusto, ho fatto il dietro e quasi tutto il davanti destro, adesso però devo affrontare un pezzo del pattern che mi risulta un po' oscuro, speriamo in bene! 
Al prossimo aggiornamento, grazie a tutte per le visite ed i commenti.

4 gennaio 2011

Letture da vacanza

More about Il libro dell'estateHo trascorso un po' di giorni in montagna e sono stati giorni pieni e bellissimi, spesi tra amici e lunghe sciate sulle piste da fondo di Cogne. Chiacchiere, risate, cene, sferruzzamenti intensivi ( presto vi faccio vedere come Dominika sia andato avanti!), ma anche tanto tempo per leggere e quindi ecco qua qualche parola sul primo dei libri letti, "Il libro dell'estate" di Tore Jansson.  E' bellissimo, delicato e profondo, incentrato sul rapporto tra una bambina e la sua nonna che trascorrono le loro estati su un'isola finlandese solitaria e selvaggia. La nonna è saggia, la bambina curiosa, tra di loro il rapporto però è paritario e costruttivo. Il tempo scorre lento, piccoli fatti si susseguono in stretto rapporto con la natura che circonda le case, le barche e le persone. E  spunti semplici ed elementari servono per parlare di cose importanti, di amicizia, di morte, di amore.
Mi è piaciuto moltissimo, mi ha riportato all'infanzia, ai miei pomeriggi estivi lunghi e sospesi in una luce calda e senza tempo.