circondato dalla sua magnifica ruota si pavoneggia! E come potrebbe non farlo? Non è bellissimo?
Gli animali sono tra i miei soggetti preferiti, specialmente quelli un po' simbolici o fantastici.
Questo è il riquadro iniziale di "Christmas at Hawk Run Hollow" naturalmente, ha dei colori belli ed allegri, lo adoro.
28 aprile 2011
23 aprile 2011
Gli agnelli
Li avete mai visti?
Nei campi, dico. Sull'erba, vicini alle loro mamme. A giocare come solo loro sanno fare, correndo, saltando, riunendosi in gruppi per poi, nuovamente sparpagliarsi. Sembrano pieni di felicità e di vita.
Una delle loro passioni, uno dei giochi preferiti è quello di salire sui punti più alti del pascolo, vogliono sentirsi più grandi forse, se non c'è un rialzo del terreno, un vecchio tronco, allora si accontentano e si arrangiano con quello che c'è.
Sono deliziosi, allegri, curiosi, inermi.
Viene poi il giorno in cui sono strappati alle loro madri che gridano straziate per giorni e vengono portati al macello. Chi ci vive, vicino ai macelli, dice che le urla di queste creature sono insopportabili. Poi cessano.
Personalmente, posso dire che tutte le volte che vedo mangiare carne d'agnello provo un profondo disprezzo verso chi lo fa. Lo so, non è politicamente corretto dirlo, ma è la pura verità.
Nei campi, dico. Sull'erba, vicini alle loro mamme. A giocare come solo loro sanno fare, correndo, saltando, riunendosi in gruppi per poi, nuovamente sparpagliarsi. Sembrano pieni di felicità e di vita.
Improvvisamente la madre li chiama ed allora è tutto un gran correre a raggiungere una pancia calda e lanosa, una mammella gonfia di latte, i musetti cozzano, i codini vibrano di piacere.
Dopo aver mangiato spesso si addormentano perchè sono piccoli e non hanno tanta resistenza.

Sono deliziosi, allegri, curiosi, inermi.
Viene poi il giorno in cui sono strappati alle loro madri che gridano straziate per giorni e vengono portati al macello. Chi ci vive, vicino ai macelli, dice che le urla di queste creature sono insopportabili. Poi cessano.
Personalmente, posso dire che tutte le volte che vedo mangiare carne d'agnello provo un profondo disprezzo verso chi lo fa. Lo so, non è politicamente corretto dirlo, ma è la pura verità.
20 aprile 2011
Da qualche parte verso la fine
L'imagine è piccola, ma lo è anche il libro!
La copertina è deliziosa, decisamente accattivante, l'argomento forse un po' meno: qua si parla di pensieri, di pensieri alla fine di una vita lunga e piena, ma presumibilmente molto vicina alla fine.
Che sia il caso di preoccuparsi? Cos'è questo interesse verso la senilità? Mah...Ad ogni buon conto, questa signora Athill, dopo una vita trascorsa a fare l'editor a Londra per scrittori come Richler, Updike, Roth e Atwood, alla bella età di ottant'anni ha iniziato a scrivere con successo dei libri solo suoi e questo è il primo tradotto in Italia.
E' una specie di breve autobiografia, il racconto della vita di una donna estremamente indipendente e brillante che si adatta allo scorrere del tempo riconoscendo ed accettando gli inevitabili cambiamenti che questo comporta. Ed allora ci sono i ricordi, i rimpianti, le malinconie, ma anche le sicurezze acquisite, le libertà conquistate, sopra tutte, quella di essere se stesse senza più dovere o volere renderne conto agli altri.
Diana Athill è un buon esempio di come si possa vivere la vita fino alla fine con entusiasmo ed ironia, pienamente.
Devo ricordarmene.
14 aprile 2011
Prime fioriture
Il caldo della scorsa settimana, inatteso, esagerato, piacevolissimo, stupefacente ha risvegliato e fatto scorrere veloce veloce anche la linfa delle piante del giardino. E loro, le piante, in uno slancio di allegria e ritrovata vitalità non hano perso tempo ed hanno messo sù lucide foglie, approntato teneri boccioli e dato il via ad anticipate fioriture.
E quindi ecco, nel suo splendore, uno dei fiori della peonia Shan Hu Tai (Trono di corallo) dal fiore semidoppio e dalle foglie color salvia.
Sboccia nel suo sontuoso rosa corallo di fianco ad una divertente sorella, una peonia Er Qiao (bellezze gemelle) che deve appunto il suo nome a due sorelle cinesi vissute durante il periodo dei "tre regni" (220-280 d.C.) leggendarie per la loro bellezza.
E quindi ecco, nel suo splendore, uno dei fiori della peonia Shan Hu Tai (Trono di corallo) dal fiore semidoppio e dalle foglie color salvia.
Sboccia nel suo sontuoso rosa corallo di fianco ad una divertente sorella, una peonia Er Qiao (bellezze gemelle) che deve appunto il suo nome a due sorelle cinesi vissute durante il periodo dei "tre regni" (220-280 d.C.) leggendarie per la loro bellezza.
Finalmente, dopo quattro anni di paziente attesa ha mantenuto le sue promesse ed è sbocciata in due colori. E' la sua caratteristica, può portare fiori di due diversi colori o addirittura avere fiori bicolori. Ed ogni anno che passa si comporta come vuole. Carina no? I fiori devono ancora aprirsi completamente, speriamo che la pioggia prevista per domani li risparmi...
Ultima foto, quella della prima rosa a fiorire nel mio giardino, la rosa Sericea pteracanta, scelta per le sue bellissime e grandi spine che dopo la fioritura adornano i rami della pianta, rosse e translucide.
Anche i fiori sono belli nel loro candore e nella loro semplicità. Rivestono tutti i rami, stretti gli uni agli altri.
13 aprile 2011
Una ricamatrice molto lenta...
Sono io! Quella lenta. Chissà perchè non riesco a sveltirmi con il ricamo. Con questo, in particolare, sono molto in ritardo. Avrei dovuto finire questo quadrato nel mese di marzo ed invece...l'ho finito qualche giorno fa. E dire che mi diverte tantissimo crocettarlo!
Però mi sono portata avanti ed ho già preparato i colori del prossimo blocco, il numero 1, quello con il pavone che è veramente bellissimo:
In foto risultano un po' più freddi di quanto lo siano in realtà, specialmente i verdi che sono invece una meraviglia. Spero di finirlo con dei tempi decenti anche se però, a mia giustificazione devo dire che il risveglio repentino ed esagerato del giardino mi sta assorbendo quasi totalmente. Ah! Il tempo, non basta mai.
Però mi sono portata avanti ed ho già preparato i colori del prossimo blocco, il numero 1, quello con il pavone che è veramente bellissimo:
In foto risultano un po' più freddi di quanto lo siano in realtà, specialmente i verdi che sono invece una meraviglia. Spero di finirlo con dei tempi decenti anche se però, a mia giustificazione devo dire che il risveglio repentino ed esagerato del giardino mi sta assorbendo quasi totalmente. Ah! Il tempo, non basta mai.
10 aprile 2011
Mea shawl, ancora.
Una versione estiva per questo bel modello di Emma Fassio. Mi piace questo scialle, è facile e veloce da tricottare e quindi ho pensato di sferruzzarne un altro utilizzando tre gomitoli di seta bourette dimenticati in soffitta credo da più di tredici anni! Questo peraltro significa che benchè visitata da ghiri e faine, la mia soffitta è perfetta per le lunghe conservazioni...ergo, posso continuare a soccombere agli innamoramenti fatali per i gomitoli!
Il filato utilizzato è lo Shangai della Grignasco (non credo sia più in produzione), me ne sono occorsi 200 g perchè ho voluto aggiungere delle frange.
Il filato utilizzato è lo Shangai della Grignasco (non credo sia più in produzione), me ne sono occorsi 200 g perchè ho voluto aggiungere delle frange.
6 aprile 2011
Zaleti
Se vi è rimasta ancora della farina di mais dall'inverno posto una ricetta che ne prevede l'utilizzo in modo molto soddisfacente!
Gli zaleti sono dei biscottini deliziosi, tipici del Veneto e quindi, come dice il nome sono "gialletti" e sono fatti con la farina di mais. La ricetta originale prevede della farina di mais Fioretto, cioè macinata molto finemente.Personalmente preferisco usare la Bramata che è quella che si usa qua a casa (marito bergamasco...) per fare la polenta perchè mi piace sentire sotto i denti la grana grossa della farina, però naturalmente è solo questione di gusto.
Quando escono dal forno sono molto morbidi, niente paura, raffreddando induriscono come tutti gli altri biscotti
150 g farina bianca
150 g farina di mais macinata fine
150 g burro
120 g zucchero
100 g uvetta
1 cucchiaino di lievito, 1 pizzico di vanillina, la scorza di un limone grattugiata, 1 pizzico di sale, 3 tuorli d'uovo.
Impastare velocemente tutti gli ingredienti insieme aggiungendo l'uvetta come ultima cosa.(Se impastate con il mixer, l'uvetta aggiungetela poi a mano dopo aver estratto il composto altrimenti si spappola e non va bene).
Con la pasta ottenuta fare dei rotolini sul piano di lavoro e tagliare a losanga. Cuocere 10' circa in forno a 180°.
Alla fine si presentano così! Non avrete modo di poterli ammirare a lungo, spariscono in un attimo!
Gli zaleti sono dei biscottini deliziosi, tipici del Veneto e quindi, come dice il nome sono "gialletti" e sono fatti con la farina di mais. La ricetta originale prevede della farina di mais Fioretto, cioè macinata molto finemente.Personalmente preferisco usare la Bramata che è quella che si usa qua a casa (marito bergamasco...) per fare la polenta perchè mi piace sentire sotto i denti la grana grossa della farina, però naturalmente è solo questione di gusto.
Quando escono dal forno sono molto morbidi, niente paura, raffreddando induriscono come tutti gli altri biscotti
150 g farina bianca
150 g farina di mais macinata fine
150 g burro
120 g zucchero
100 g uvetta
1 cucchiaino di lievito, 1 pizzico di vanillina, la scorza di un limone grattugiata, 1 pizzico di sale, 3 tuorli d'uovo.
Impastare velocemente tutti gli ingredienti insieme aggiungendo l'uvetta come ultima cosa.(Se impastate con il mixer, l'uvetta aggiungetela poi a mano dopo aver estratto il composto altrimenti si spappola e non va bene).
Con la pasta ottenuta fare dei rotolini sul piano di lavoro e tagliare a losanga. Cuocere 10' circa in forno a 180°.
Alla fine si presentano così! Non avrete modo di poterli ammirare a lungo, spariscono in un attimo!
31 marzo 2011
Appena sveglia!
E molto, molto affamata. Parlo di una delle mie tartarughe, la prima ad uscire dal letargo quest'anno, coperta di terra, assonnata e sbadigliante (giuro!). Dopo l'inverno sono leggere leggere eppure, nonostante i mesi di digiuno e la disidratazione, possono essere piene di energia e si spingono fuori dalle loro tane alla ricerca di foglie tenere
Mentre le tartarughe ed il giardino si svegliano, intanto, finalmente ho finito l'Adrift!! Sono piuttosto soddisfatta perchè è stata una nuova esperienza per me, un modello lavorato in un unico pezzo a partire dall'alto, un filato magnifico ma infernale per quanto è fine e delicato, una miriade di punti lavorati con la tecnica continentale, un Kal che mi ha permesso di lavorare con delle tricottine deliziose e super gentili. La foto che vi mostro è pessima, ma non ho nessuno a disposizione in questo momento in casa ed io sono troppo impaziente di condividere il risultato delle mie fatiche!
da divorare. Le mie vanno matte per il trifoglio ed il tarassaco e naturalmente per la frutta e le carote bollite.
Amo le tartarughe. Sono animali incredibili, mi fanno pensare alle origini della terra, alla preistoria. Il loro istinto è formidabile, non sbagliano mai. Sanno quando smettere di nutrirsi alla fine dell'estate per non andare in letargo con lo stomaco o l'intestino pieni, rallentano il battito cardiaco fino quasi a sembrare morte ed aspettano tempi migliori. Le femmine, dopo essersi accoppiate, possono decidere di trattenere il seme del maschio e di non deporre le uova se ritengono che le condizioni esterne non siano favorevoli alla nascita dei nuovi tartarughini. Non sono lente, tutt'altro, percorrono decine di chilometri durante la bella stagione.
E poi , sono vegetariane! Fantastiche...
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25 marzo 2011
L'Angelica
Chi frequenta i blog di cucina ne avrà già sentito parlare dell'Angelica. E' un dolce semplice, ma di grande effetto, una ricetta perfetta che riesce bene e permette di ottenere una ciambella molto coreografica oltre che buona. E poi è una ricetta delle fantastiche sorelle Simili! Con i loro libri queste due simpatiche sorelle bolognesi hanno condiviso un grande sapienza e tanti anni di esperienza. Le loro ricette sono perfette, riescono sempre, sia che si tratti di pane che di dolci o di pasta fresca. Quella che posto oggi è tratta da questo libro ed è perfetta per il week-end, la si prepara il sabato pomeriggio e poi, se si riesce a resistere dall'assaggiarla, è bella pronta per una pigra colazione domenicale.
ANGELICA
Primo impasto: 135 g di farina, mezzo cubetto di lievito di birra, 75 g d'acqua (circa)
Amalgamare tutti gli ingredienti e lasciare lievitare per una trentina di minuti.
Secondo impasto: 400 g di farina, 75 g di zucchero, 120 g di latte tiepido, 3 tuorli d'uovo, 1 cucchiaino di sale, 120 g di burro morbido.
Inoltre bisogna aggiungere: 75 g di uvette, 75 g di scorze d'arancia candite, 50 g di burro fuso e se si vuole fare una glassa di copertura anche dello zucchero a velo e un albume.
Impastare la farina con lo zucchero,il sale ed i tuorli d'uovo sbattuti nel latte. Unire il burro fino a d ottenere un impasto che si stacca dalle pareti della ciotola. Aggiungere il primo impasto lievitato ed amalgamare perfettamente.
Lasciar lievitare per un'altra oretta e quindi rovesciare la pasta su un piano infarinato e senza lavorarla ulteriormente stenderla formando un rettangolo di 2/3 mm di spessore. Pennellare la superficie con il burro fuso e cospargere il tutto con l'uvetta e le scorze candite.
Arrotolare dal lato più lungo e tagliare il rotolo ottenuto a metà per il lungo, separare delicatamente i due pezzi e formare una treccia tenendo la parte tagliata all'esterno. Su una teglia adagiare la treccia a formare una ciambella, pennellare ancora con un po' di burro fuso e far lievitare un 40'. (deve raddoppiare)
Cuocere in forno a 200° per 20,25'.
A questo punto se si vuole, si prepara la glassa sbattendo l'albume con lo zucchero a velo, la si usa appena il dolce viene sfornato.
Impastare la farina con lo zucchero,il sale ed i tuorli d'uovo sbattuti nel latte. Unire il burro fino a d ottenere un impasto che si stacca dalle pareti della ciotola. Aggiungere il primo impasto lievitato ed amalgamare perfettamente.
Lasciar lievitare per un'altra oretta e quindi rovesciare la pasta su un piano infarinato e senza lavorarla ulteriormente stenderla formando un rettangolo di 2/3 mm di spessore. Pennellare la superficie con il burro fuso e cospargere il tutto con l'uvetta e le scorze candite.
Arrotolare dal lato più lungo e tagliare il rotolo ottenuto a metà per il lungo, separare delicatamente i due pezzi e formare una treccia tenendo la parte tagliata all'esterno. Su una teglia adagiare la treccia a formare una ciambella, pennellare ancora con un po' di burro fuso e far lievitare un 40'. (deve raddoppiare)
Cuocere in forno a 200° per 20,25'.
A questo punto se si vuole, si prepara la glassa sbattendo l'albume con lo zucchero a velo, la si usa appena il dolce viene sfornato.
La glassa non è obbligatoria, personalmente su questa che vedete fotografata non l'ho messa come potete vedere! Provate a farla , il risultato è assicurato e molto coreografico, non è difficile, basta solo avere il tempo per le lievitazioni...
21 marzo 2011
Primavera
Anche quest'anno, primavera. A farci uscire da un inverno lungo, buio, e non solo per mancanza di luce. Un inverno faticoso, pesante, cupo tante volte.
E adesso primavera. Che possa essere leggera e dolce, accompagnata da venti lievi a far fremere i fiori, dal sole caldo a far uscire i bambini a giocare, da tramonti che quando il cielo trascolora, a Torino, non vorresti più smettere di camminare e ti sembra che la vita ti riservi ancora infinite promesse.
Ho scelto dei fiori di ciliegio non a caso pensando al Giappone, un piccolo omaggio.
19 marzo 2011
Le Donne
Un fulgido esempio di come la lettura di un romanzo scateni il desiderio di saperne di più, di conocere meglio. Ed in questo specifico caso, per me, di scoprire la vita e l'opera fantastica ed affascinante di Frank Lloyd Wright. Un genio indiscusso, un uomo dal talento rivoluzionario e dal carattere pirotecnico, egocentrico, sognatore, narcisista.
Boyle narra della vita del grande architetto ripercorrendo a ritroso le sue relazioni sentimentali attraverso lo sguardo ammirato ed ironico di un giovane studente giapponese che nel 1932 arriva a Taliesin per far pratica nello studio del grande maestro e per condividerne i sogni ed i progetti. E questo è il punto di partenza. Poi, pagina dopo pagina, si vivono le storie dei protagonisti attraverso le loro sofferenze, le loro gioie,le diffficoltà, gli ostacoli ed i pregiudizi. Sullo sfondo un'America rurale, bigotta, ingenua ed anche un po' crudele.
E' un libro che mi è piaciuto molto, mi ha divertita, mi ha portato cercare i volti dei protagonisti e le fotografie degli edifici progettati da Lloyd Wright. E me ne ha fatto apprezzare la sua modernità, il suo gusto, la sua visione.
Che bello che c'è il Web!
10 marzo 2011
Una stagione : linverno #7
Ancora una passeggiata tra i boschi ed ancora rami spogli a delinearsi contro il cielo. Oramai per poco però!
questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama "Una stagione: l'Inverno"
questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama "Una stagione: l'Inverno"
9 marzo 2011
Aggiornamento lavori in corso
Il lavoro a punto croce procede, ma l'aggiornamento sarebbe ben diverso se la stolta ricamatrice non avesse preso lucciole per lanterne e non avesse sbagliato ad interpretare la legenda della tabella colori...risultato?
Due sere di lavoro, una sera di scucitura, una sera di decantazione, un nuovo inizio, un sacco di tempo perso! Un esercizio di pazienza, ormai sono ben temprata direi e non solo per merito dei lavori d'ago, più di tutto è stata la vita ed i suoi casi ad insegnarmela, ogni tanto mi sento quasi una monaca zen e mi devo congratulare con me stessa!
E poi il lavoro, mi correggo, il divertimento, continua su altri fronti, su quello dell'Adrift, il Kal di marzo che mi sta divertendo molto anche se sono solo all'inizio. La cosa divertente, la più divertente direi, è il lavorarlo insieme alle compagne di KAL che offrono sostegno ed entusiasmo, inoltre è stata l'occasione per dipanare la mia prima matassa di Malabrigo Lace che non conoscevo e che mi ha conquistata immediatamente per la sua incredibile morbidezza e per il suo colore fantastico, appena sfumato.
E' un modello top down, una sfida per me che sono abituata a lavorare in modo tradizionale!
6 marzo 2011
Congolesi
Un nome bruttino direi per dei dolcetti deliziosi. Mi sembra un nome un po' retro, da colonialisti, ma tant'è, il loro principale ingrediente, il cocco, evidentemente evoca immagini e sensazioni esotiche. Questa ricettina è un'ottima soluzione per utilizzare degli albumi avanzati da qualche preparazione precedente e quindi ecco gli ingredienti:
4 albumi
250 g di zucchero di canna
300 g di cocco grattugiato
1 cucchiaio di composta di mele
1 bustina di vanillina
Mettere gli albumi e lo zucchero in una casseruola e sbattere vigorosamente a bagno maria ( e quindi in un'altra pentola) fino a che il composto non sarà bello caldo e spumeggiante.
Scaldare il forno a 180°.
Togliere la casseruola dal bagnomaria ed aggiungere la composta di mele (io ho semplicemente cotto un po' prima una renetta, ne ho usato un cucchiaio ed il rimanente me lo sono pappato sul posto!), la vanillina ed il cocco continuando a sbattere per almeno altri 3 minuti di modo che il tutto rimanga ben montato.
Con le mani leggermente umide fare delle palline grosse come una noce e sagomarle mettendole poi sulla placca rivestita di carta da forno.
Infornare per una ventina di minuti fino a che non saranno belle dorate. Alla fine risulteranno croccanti fuori e morbide all'interno.
raffreddate si possono conservare anche 10 giorni in una scatola chiusa ermeticamente e conservata in luogo fresco ed asiutto.
Buon appetito!
4 albumi
250 g di zucchero di canna
300 g di cocco grattugiato
1 cucchiaio di composta di mele
1 bustina di vanillina
Mettere gli albumi e lo zucchero in una casseruola e sbattere vigorosamente a bagno maria ( e quindi in un'altra pentola) fino a che il composto non sarà bello caldo e spumeggiante.
Scaldare il forno a 180°.
Togliere la casseruola dal bagnomaria ed aggiungere la composta di mele (io ho semplicemente cotto un po' prima una renetta, ne ho usato un cucchiaio ed il rimanente me lo sono pappato sul posto!), la vanillina ed il cocco continuando a sbattere per almeno altri 3 minuti di modo che il tutto rimanga ben montato.
Con le mani leggermente umide fare delle palline grosse come una noce e sagomarle mettendole poi sulla placca rivestita di carta da forno.
Infornare per una ventina di minuti fino a che non saranno belle dorate. Alla fine risulteranno croccanti fuori e morbide all'interno.
raffreddate si possono conservare anche 10 giorni in una scatola chiusa ermeticamente e conservata in luogo fresco ed asiutto.
Buon appetito!
1 marzo 2011
"C'è silenzio lassù"
Una delle ultime lettura di questo periodo. Un libro bellissimo, profondo, minimalista, triste, ma con un lieto fine.
La storia di un uomo che ha visto la sua vita interrompersi la notte in cui il fratello gemello, è morto in un incidente stradale. Da quel momento tutto è cambiato, gli studi all'università sono stati interrotti e per lui è rimasta solo la vita nella fattoria, agli ordini di un padre gretto e meschino, a tratti anche molto crudele. La vita scorre, gli anni passano sempre uguali, crisatallizati nella loro ripetitività.
E poi, un giorno, Helmer fa la prima scelta della sua vita e decide di confinare ilpadre in una stanza al piano di sopra e di rinnovare la casa. Ed è come se si fosse rotto un incantesimo e pensieri e sentimenti tornano a galla a farsi rivivere e analizzare. E poi il resto naturalmente non lo dico.
Dico però che questo libro, questa storia sono oltremodo affascinanti. La scrittura è bellissima, le descrizioni degli ambienti naturali sono molto coinvolgenti, e l'autore, narrando la storia di un uomo parla anche del suo doppio o meglio di una sua altra parte, parla della separazione e della mancanza, della solitudine e di un sentimento di incompletezza che accompagna una vita. E lascia però intravedere la possibilità di un riscatto, di una rinascita.
Gerbrand Bakker - C'è silenzio lassù - Iperborea
26 febbraio 2011
Crumble mele e lamponi
Conoscete i crumbles? Sono deliziosi, molto veloci da fare e molto british. In Francia negli ultimi anni hanno riscosso un grande successo e si stanno diffondendo anche in Italia. Nascono come preparazioni dolci, ma sono buonissimi anche in versione salata.
Crumble significa briciola, e sono proprio le briciole a caratterizzare questo piatto. Briciole dolci o salate a seconda del caso. Importante è farle con le mani, sfregando i vari ingredienti tra i polpastrelli perchè devono rimanere irregolari e di grandezza diversa, passati al mizer sarebbero troppo uniformi. Il primo che vi propongo è semplicemente delizioso ed è il:
Crumble alle mele e lamponi :
4 mele renette
una quindicina di lamponi ( anche surgelati)
2 cucchiai di zucchero di canna
succo di mezzo limone
1 pizzico di miscela delle 4 spezie o di cannella
100 g di farina
45 g di burro
50 g zucchero di canna
In una terrina mettere la farina, lo zucchero, il burro freddo a tocchetti, le spezie, un pizzichino di sale (questo sempre!) e mescolare sfregando il tutto tra i polpastrelli fino ad ottenere delle belle briciole, alcune piccole, altre più grandi.
Mettere le mele cotte direttamente in un piatto da forno, aggiungere i lamponi (se surgelati, non occorre sgelare) e cospargere il tutto con le briciole fino a ricoprire perfettamente il composto. Non bisogna schiacciare!
Cuocere per circa 30' fino a che le briciole non siano belle dorate e croccanti.
Servire tiepido.
Buon appetito!
Crumble significa briciola, e sono proprio le briciole a caratterizzare questo piatto. Briciole dolci o salate a seconda del caso. Importante è farle con le mani, sfregando i vari ingredienti tra i polpastrelli perchè devono rimanere irregolari e di grandezza diversa, passati al mizer sarebbero troppo uniformi. Il primo che vi propongo è semplicemente delizioso ed è il:
Crumble alle mele e lamponi :
4 mele renette
una quindicina di lamponi ( anche surgelati)
2 cucchiai di zucchero di canna
succo di mezzo limone
1 pizzico di miscela delle 4 spezie o di cannella
100 g di farina
45 g di burro
50 g zucchero di canna
Cuocere le mele tagliate a tocchetti con lo zucchero ed il succo di limone e far raffreddare.
Scaldare il forno a 180°.In una terrina mettere la farina, lo zucchero, il burro freddo a tocchetti, le spezie, un pizzichino di sale (questo sempre!) e mescolare sfregando il tutto tra i polpastrelli fino ad ottenere delle belle briciole, alcune piccole, altre più grandi.
Mettere le mele cotte direttamente in un piatto da forno, aggiungere i lamponi (se surgelati, non occorre sgelare) e cospargere il tutto con le briciole fino a ricoprire perfettamente il composto. Non bisogna schiacciare!
Cuocere per circa 30' fino a che le briciole non siano belle dorate e croccanti.
Servire tiepido.
Buon appetito!
25 febbraio 2011
Una stagione : l'inverno#6, ma anche delle candeline accese!
Eccomi qua, di nuovo in ritardo! Già, perchè la regola dice che la foto dell'inverno bisogna pubblicarla il giovedì ed anche questa mattina in effetti per un po' ho pensato che giovedì fosse per l'appunto. E questa l'ho scattata sabato scorso in montagna durante una passeggiata con gli sci in un paesaggio ancora assolutamente invernale, bianco, azzurro e scintillante.
Dire che sia stata una settimana frenetica, stancante, piena di mille impegni ed incombenze mi sembra riduttivo. Questo naturalmente non mi ha impedito tra una cosa e l'altra di incastrare delle fugaci visitine al gruppo del kal di marzo e di conseguenza di fare un piccolo acquisto per la mia prima Malabrigo qui! Un po' di lana di consolazione e sostegno ci vuole in certi casi :)
E poi, ho ultimato il primo riquadro di Christmas at Hawk Tun Hollow che ha richiesto un notevole esercizio di pazienza. Il risultato mi piace molto e mi sono divertita a lasciare da ultimo le fiammellelle delle candeline così mi è sembrato quasi di accenderlo davvero l'albero!
Dire che sia stata una settimana frenetica, stancante, piena di mille impegni ed incombenze mi sembra riduttivo. Questo naturalmente non mi ha impedito tra una cosa e l'altra di incastrare delle fugaci visitine al gruppo del kal di marzo e di conseguenza di fare un piccolo acquisto per la mia prima Malabrigo qui! Un po' di lana di consolazione e sostegno ci vuole in certi casi :)
E poi, ho ultimato il primo riquadro di Christmas at Hawk Tun Hollow che ha richiesto un notevole esercizio di pazienza. Il risultato mi piace molto e mi sono divertita a lasciare da ultimo le fiammellelle delle candeline così mi è sembrato quasi di accenderlo davvero l'albero!
18 febbraio 2011
Dominika!
Eccolo qua, finito da qualche giorno! Quasi fedele al modello originale Rowan, ho modificato le maniche riducendone l'ampiezza e sostituendo all'azzurro consigliatoil verde acido. La manica sinistra è conforme ai colori del modello!
E' stato divertente lavorarlo, un po' lungo perchè alla fine mi sono accorta di uno sbaglio e ne ho dovuto disfare un bel pezzo dopo che l'avevo praticamente cucito, ma alla fine ce l'ho fatta e sono molto soddisfatta.
Ve lo faccio vedere anche indossato, per pura vanità di knitter...
Ed anche da dietro, sempre per la stessa ragione, buon week-end a tutti!
17 febbraio 2011
Una stagione : l'inverno#5
Una domenica d'inverno, a metà febbraio. Una bellissima passegiata nei campi tra Arignano e Mombello, la chiesetta dedicata a San Lorenzo.
Questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama "Una stagione: l'Inverno"
16 febbraio 2011
Dolcetti di riso alle mandorle
Buoni, dal gusto molto delicato, poco dolci, perfetti per la colazione o per un tè pomeridiano. Una merenda sana e ntriente per i bimbi!
Ingredienti :
1 lt di latte
250 g di riso originario (perfetto per i dolci!)
150 g di zucchero di canna
30 g di burro (facoltativo)
150 g di mandorle tritatate
100 g di uvetta
1 baccello di vaniglia
4 uova
scorza grattugiata di un limone bio
Porre a bollire il latte, lo zucchero, un pizzico di sale e l'interno del baccello di vaniglia. Aggiungere il riso e farlo cuocere dolcemente fino a che non avrà assorbito tutto il latte rimanendo però leggermente al dente. A cottura ultimata aggiungere le mandorle, l'uvetta, la scorza di limone e se volete il burro. Mescolare bene e lasciare raffreddare completamente. Quando il composto si sarà raffreddato, aggiungere i tuorli sempre mescolando con cura e gli albumi montati a neve ferma incorporandoli con delicatezza al composto, dal basso verso l'alto.
Forno statico a 180°.
Riempire non completamente le formine ed infornare per una mezz'oretta controllando di tanto in tanto la cottura.
Sono ottimi freddi, ma anche tiepidi.
Buon appetito!
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