1 settembre 2011
Emma ed il Giveaway di settembre
La fantastica Emma colpisce ancora!
Questa volta con un Giveaway per festeggiare il sospirato ed atteso ritorno dell'autunno!
Chissà!
31 agosto 2011
Il ritorno
Tra le gioie della mia vita in collina sicuramente c'è anche quellla di tornare dalle vacanze con una gran voglia di ritrovare la casa ed il giardino. La fatica del rientro è tanta perchè è incredibile come in soli venti giorni si possano scatenare le forze della natura! Il mio è un giardino di vecchio impianto campagnolo, molto poco leccato, molto poco domestico, basta un attimo ed oplà, dal nulla crescono erbacce legnose ed altissime. La caratteristica di quest'anno è il tentativo di colonizzazione di un plotone di talpe agguerrite che hanno scavato buche e gallerie ovunque, anche nel recinto delle tartarughe...
Ed allora si lavora! Freneticamente, per riportare tutto ad un livello accettabile ed in un attimo le mani curate diventano quelle dure e rovinate di un contadino e le gambe sono segnate da graffi e morsicature. La mia dolce rosa Marmaid ha prodotto dei rami lunghi più di due metri! Ma che simpatica.
Poi però, finalmente, eseguiti i lavori più di fatica è la volta del lavoro minuzioso, della pulizia meticolosa ai piedi delle singole piante e ritrovarle, liberarle è bellissimo, un po' come ritrovare delle vecchie amiche. Ed allora viene quasi da salutarle, ma ciao, eccoti , stai proprio bene, appena un po' soffocata da questa erbaccia invadente, però guarda guarda che bei boccioli che ci sono ancora qua...
E così ci si scorda un po' delle difficoltà del momento, si ferma un attimo il tempo, si vive la semplicità di un fiore, il ronzio di un'ape.
31 luglio 2011
Anche i riquadro sei, quello di luglio è completato.
Proprio all'ultimo! Però sono a metà dell'opera! Dovrei riuscire a fare i prossimi due in un mese per poter arrivare giusta a Natale con il lavoro ultimato...la vedo dura!
Le knitters-amiche continuano a proporre e a tentarmi ed io non so resistere. Ultima grande tentazione questi modelli, sono bellissimi, dateci un'occhiata perchè vale veramente la pena.
Ed intanto oggi parto per Cogne e devo ancora fare i bagagli, o meglio, chiudere casa. Che è una cosa che detesto fare quasi come svuotare la lavastoviglie. Uff!! Vita dura.
Ci si sente e ci si rivede più in là, anche il mio piccolo blog va in vacanza, a fine mese gli aggiornamenti sui avori in corso!
Proprio all'ultimo! Però sono a metà dell'opera! Dovrei riuscire a fare i prossimi due in un mese per poter arrivare giusta a Natale con il lavoro ultimato...la vedo dura!
Le knitters-amiche continuano a proporre e a tentarmi ed io non so resistere. Ultima grande tentazione questi modelli, sono bellissimi, dateci un'occhiata perchè vale veramente la pena.
Ed intanto oggi parto per Cogne e devo ancora fare i bagagli, o meglio, chiudere casa. Che è una cosa che detesto fare quasi come svuotare la lavastoviglie. Uff!! Vita dura.
Ci si sente e ci si rivede più in là, anche il mio piccolo blog va in vacanza, a fine mese gli aggiornamenti sui avori in corso!
25 luglio 2011
Niente è più intatto di un cuore spezzato
Ho amato questo libro perchè mi ha avvicinato ad una cultura di cui personalmente so pochissimo, e quel poco che so è sicuramente condizionato dalla diffidenza e dal pregiudizio. Come diceva Fabrizio de Andrè, quello degli zingari è l'unico popolo che non ha mai combattuto una guerra e,come aggiunge Vanna de Angelis, è l'unico popolo che non ha mai fatto prostituire la sue donne.
Attraverso le pagine di questo romanzo mi sono avvicinata ad un modo di vivere sicuramente molto diverso dal nostro, ma anche molto particolare ed anche tutta la parte in cui si parla dell'apporto dei Rom alla resistenza anti-nazista in Serbia mi ha fatto conoscere una pagina di storia che non conoscevo.
Come al solito, la lettura di un libro significativo può essere il punto di partenza per un approfondimento e per una ricerca più completa. Sicuramente resta l'amaro in bocca nel vedere come atavici pregiudizi rimangono nl tempo impedendoci di avere una mentalità più libera ed aperta,meno concentrata sulla nostra specifica realtà.
24 luglio 2011
Torta al limone con le mandorle
Ieri ho finalmente provato una ricetta scoperta almeno un anno fa tra quelle di una fantastica "blogheuse" il cui sito visito regolarmente perchè è ricchissimo di spunti ed idee. Oltretutto le ricette condivise sono tutte assolutamente precise e corrette e quindi se appena si mastica un po' di francese consiglio veramente di farci un salto.
Per tornare alla torta, se amate il gusto del limone è veramnte fantastica con una consistenza soffice e morbidissima in cui risalta la granella della farina di mandorle!
Torta al limone con le mandorle
3 uova
40 g farina
40 g farina di mandorle
80 g zucchero di canna
60 g di crema di mandorle (nei negozi bio)
1 cucchiaino di lievito per dolci
2 limoni, il succo e la scorza
No, non ho dimenticato, niente burro!
Per prima cosa si accende il forno a 170° gradi e poi si procede dividendo i tuorli dagli albumi .
I tuorli vanno montati con lo zucchero fino aa che saranno belli soffici e spumosi poi si aggiunge la crema di mandorle ed il succo dei limoni sempre sbattendo vigorosamente. Quando il tutto è ben mescolato si aggiungono la farina, il lievito, la farina di mandorle e la scorza grattugiata dei limoni. Come ultima cosa gli albumi montati a neve ben ferma amalgamandoli molto delicatamente, come al solito incorporandoli un poco alla volta, dal basso verso l'alto.
Versare il composto in una teglia rivestita di carta da forno e cuocere per circa 25'.
Personalmente ho usato una teglia di 22 cm di diametro, se volete una torta più spessa dovrete usare una teglia più piccola naturalmente!
Controllare la cottura con la lama di un coltello e porre a raffreddare su una griglia.
La torta deve essere gustata completamente fredda, accompagnata se volete, da una bella tazza di tè al bergamotto.
Buon appetito!
Per tornare alla torta, se amate il gusto del limone è veramnte fantastica con una consistenza soffice e morbidissima in cui risalta la granella della farina di mandorle!
Torta al limone con le mandorle
3 uova
40 g farina
40 g farina di mandorle
80 g zucchero di canna
60 g di crema di mandorle (nei negozi bio)
1 cucchiaino di lievito per dolci
2 limoni, il succo e la scorza
No, non ho dimenticato, niente burro!
Per prima cosa si accende il forno a 170° gradi e poi si procede dividendo i tuorli dagli albumi .
I tuorli vanno montati con lo zucchero fino aa che saranno belli soffici e spumosi poi si aggiunge la crema di mandorle ed il succo dei limoni sempre sbattendo vigorosamente. Quando il tutto è ben mescolato si aggiungono la farina, il lievito, la farina di mandorle e la scorza grattugiata dei limoni. Come ultima cosa gli albumi montati a neve ben ferma amalgamandoli molto delicatamente, come al solito incorporandoli un poco alla volta, dal basso verso l'alto.
Versare il composto in una teglia rivestita di carta da forno e cuocere per circa 25'.
Personalmente ho usato una teglia di 22 cm di diametro, se volete una torta più spessa dovrete usare una teglia più piccola naturalmente!
Controllare la cottura con la lama di un coltello e porre a raffreddare su una griglia.
La torta deve essere gustata completamente fredda, accompagnata se volete, da una bella tazza di tè al bergamotto.
Buon appetito!
10 luglio 2011
Torta di albicocche
Estiva e deliziosa questa torta si prepara in un baleno. Unisce al dolce della pasta il gusto deliziosamente acidulo delle albicocche ed è perfetta per una prima colazione o per una merenda sull'erba.
Qua l'ho fatta con le albicocche tagliate a metà, ma si può fare anche con le pesche o le prugne, magari quelle lunghe, tagliate a spicchi.
Torta di albicocche:
125 g di burro 200 g di farina
100 g di zucchero 1/2 bustina di lievito
2 uova la frutta scelta
mandrle a scaglie confettura di albicocche
Montare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero fino a renderlo soffice e leggero, quindi unire le due uova incorporandole bene. Terminare il composto aggiungendo la farina ed il lievito in polvere.
Versare la pasta ottenuta in uno stampo rivestito con la carta da forno e disporre la frutta tagliata in metà o in quarti a seconda della grandezza. In questo caso, le mie albicocche sono state sistemate tegliate a metà, rivolte verso l'nterno e ben strette tra di loro. Bisogna schiacciare un po', che entrino nella pasta. Distribuire le mandorle e spennellare con un po' di confettura di albicocche fatta sciogliere con un po' d'acqua.
E pronta dopo una cottura a 170° per 35, 40'.
Buon appetito!
Qua l'ho fatta con le albicocche tagliate a metà, ma si può fare anche con le pesche o le prugne, magari quelle lunghe, tagliate a spicchi.
Torta di albicocche:
125 g di burro 200 g di farina
100 g di zucchero 1/2 bustina di lievito
2 uova la frutta scelta
mandrle a scaglie confettura di albicocche
Montare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero fino a renderlo soffice e leggero, quindi unire le due uova incorporandole bene. Terminare il composto aggiungendo la farina ed il lievito in polvere.
Versare la pasta ottenuta in uno stampo rivestito con la carta da forno e disporre la frutta tagliata in metà o in quarti a seconda della grandezza. In questo caso, le mie albicocche sono state sistemate tegliate a metà, rivolte verso l'nterno e ben strette tra di loro. Bisogna schiacciare un po', che entrino nella pasta. Distribuire le mandorle e spennellare con un po' di confettura di albicocche fatta sciogliere con un po' d'acqua.
E pronta dopo una cottura a 170° per 35, 40'.
Buon appetito!
5 luglio 2011
Troppe cose
Penso sempre che l'estate debba essere una stagione un po' sonnacchiosa, lenta, dilatata ed invece no, mi sbaglio sempre! Le giornate sono piene di impegni, si corre, ci si incontra, si va, uff!! Ed il povero blog? Rimane indietnso sempre che l'estate debba essere una stagione un po' sonnacchiosa, lenta, dilatata ed invece no, mi sbaglio sempre! Le giornate sono piene di impegni, si corre, ci si incontra, si va, uff!! Ed il povero blog? Rimane indietro!
Ed eccomi allora a raccontare che la scorsa settimana avevo finalmente terminato il mio terzo Mea shawl, quello bellino in cotone bio in un viola appena appena polveroso. L'avevo completato con una nappina finale attaccata alla punta e, molto fiera e soddisfatta, l'avevo indossato per poterlo sfoggiare a Vigevano in occasione del concerto di Jeff Beck. Che dire del concerto? Bellissimo, fantastico, il vecchio ragazzo era in forma smagliante, la sua chitarra di più! E ci ha fatto sognare, e ballare e fischiare.
Alla mia amica Carlotta il concerto è piaciuto tanto. Anche il mio Mea, che è diventato suo. E' stata gentile, l'ha fotografato però. Sfocato e mosso, ma," almeno lo metti nel blog" mi ha detto!
Un giorno anch'io avrò un Mea. Forse lo dovrei chiamare Tua.
E poi, la scorsa settimana ho finito "Libertà" di Jonathan Franzen, già amatissimo per le sue "Correzioni".Una lettura che prende e coinvolge, in cui ti ritrovi a dire : so esattamente di cosa si parla. Direi perfetto per chi ha 40 o 50 anni perchè le tematiche affrontate sono quelle che ci accompagnano ogni giorno e spesso anche tante notti. E quindi il rapporto di coppia, i figli, la società, la competizione, l'ansia, i problemi ambientali, la realizzazione personale, la coerenza, il tempo che passa.
Di Franzen, e di molti altri contemporanei americani, mi piace sopra ogni altra cosa la capacità di condensare in una frase, in poche parole, intere sensazioni o stati d'animo. Le parole che leggi sono poche, ma tu senti che in te smuovono decine di pensieri e ricordi ed esperienze vissute e riconosciute. E quindi in quel momento sai di che cosa si parla.
25 giugno 2011
Crocettando
Ho finito anche il riquadro n° 3 del mio Christmas ai Hawk Run Hollow, è un bel cesto di frutta natalizia, ma anche qua c'è l'imprescindibile uccellino che accompagna ogni riquadro!
E' stato un riquadro veloce e divertente da ricamare, non sarà così per il prossimo, il sesto, che prevede un milione di crocette di disegno e di sfondo. Santa pazienza!
Buona domenica a tutti, finalmente oggi anche qui a ValleCeppi è arrivata l'estate, sento che mi distrarrà dai miei amati lavori manuali, il lavoro faticoso, duro e sudato in giardino mi trasformerà in una rude campagnola dalle guance rosse e dai piedi neri!
E' stato un riquadro veloce e divertente da ricamare, non sarà così per il prossimo, il sesto, che prevede un milione di crocette di disegno e di sfondo. Santa pazienza!
Buona domenica a tutti, finalmente oggi anche qui a ValleCeppi è arrivata l'estate, sento che mi distrarrà dai miei amati lavori manuali, il lavoro faticoso, duro e sudato in giardino mi trasformerà in una rude campagnola dalle guance rosse e dai piedi neri!
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22 giugno 2011
Il mio Pigna!
Eccolo qua, leggero e traforato. Molto rétrò, secondo me, fa tanto orfanella derelitta!
Di quelle magrine e sempre infreddolite che al petto ed al collo sempre hanno da stringere qualcosa che un po' le ripari, che un po' le nasconda. Lo adoro.
Il punto è bellissimo, parte grande e va a restringersi.
Personalmente ho scelto un filato molto sottile e l'ho lavorato con i ferri 3,5 e quindi credo sia un po' più piccolo di quello creato da Cristiana.
Ultima cosa, questo modello vi permette di imparare l'avvio a picot, veramente delizioso. Per chi non lo sapesse, nessuno tra chi mi legge credo, il modello fa parte del Summer Lace che qui potete acquistare e scaricare. Per ssostenere un'ottima causa e per continuare a divertirsi!
Di quelle magrine e sempre infreddolite che al petto ed al collo sempre hanno da stringere qualcosa che un po' le ripari, che un po' le nasconda. Lo adoro.
Il punto è bellissimo, parte grande e va a restringersi.
Personalmente ho scelto un filato molto sottile e l'ho lavorato con i ferri 3,5 e quindi credo sia un po' più piccolo di quello creato da Cristiana.
Ultima cosa, questo modello vi permette di imparare l'avvio a picot, veramente delizioso. Per chi non lo sapesse, nessuno tra chi mi legge credo, il modello fa parte del Summer Lace che qui potete acquistare e scaricare. Per ssostenere un'ottima causa e per continuare a divertirsi!
17 giugno 2011
Metti un tardo pomeriggio
E' capitato che un'amica dei cani anche lei totalmente insofferente al monsone ed al clima tropicale che fa così bello questo mese di giugno mi abbia telefonato. Ed allora impavide siamo uscite per la passeggiata dietro casa.I cani erano felici di rivedersi.
Ed anche noi. E la campagna era fantastica. Satura di elettricità.
Sferzata da un vento teso,profumata, percorsa dai rondoni a volo raso sui campi di grano.
Ed in questo caso si cammina che è un piacere, in un paesaggio mutevole ed acceso, con i cani che volano sui fossati e si rincorrono tra i filari delle viti. E la spighe di grano!
Quasi quasi però è meglio tornare...non promette bene.
Ci siamo lavate.
Ed anche noi. E la campagna era fantastica. Satura di elettricità.
Sferzata da un vento teso,profumata, percorsa dai rondoni a volo raso sui campi di grano.
Ed in questo caso si cammina che è un piacere, in un paesaggio mutevole ed acceso, con i cani che volano sui fossati e si rincorrono tra i filari delle viti. E la spighe di grano!
Quasi quasi però è meglio tornare...non promette bene.
Ci siamo lavate.
13 giugno 2011
Lattuga di Camp!
Forse più che un Lattuga è un Radicchio...
e viene dal Camp!
Divertente e facile da fare, un modello strepitoso di Cristiana che si trova naturalmente nel nuovo Summer lace.
Il risultato finale è veramente gratificante, sembra un lavoro complicatissimo da fare, ma non lo è.
Una sciarpina perfetta per qualche pensierino natalizio declinato in colori e filati diversi, alle mie amiche dovrebbe piacere...
e viene dal Camp!
Divertente e facile da fare, un modello strepitoso di Cristiana che si trova naturalmente nel nuovo Summer lace.
Il risultato finale è veramente gratificante, sembra un lavoro complicatissimo da fare, ma non lo è.
Una sciarpina perfetta per qualche pensierino natalizio declinato in colori e filati diversi, alle mie amiche dovrebbe piacere...
7 giugno 2011
4 giugno 2011
Crocette e marmellata
Un titolo per parafrasare Lei!
Le crocette sono quelle del riquadro del mese di maggio terminato ahimè un po' in ritardo:
Le crocette sono quelle del riquadro del mese di maggio terminato ahimè un po' in ritardo:
non finiva mai però! Tutto quel cortile da riempire...la casa è deliziosa però ed anche gli uccellini!
E poi, come preannunciato ecco la ricetta per la mia
Confettura di ciliege
1 chilo di ciliege snocciolate, 1/2 chilo di zucchero di canna, succo di 1/2 limone.
In una pentola capace, meglio se di rame mettere il quantitativo di frutta di cui si dispone alternato e mescolato allo zucchero di canna. Portare velocemente ad ebollizione mescolando di frequente fino a che non si formerà una schiuma che io normalmente tolgo aiutandomi con una schiumarola. Continuare a far cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti quindi con un frullatore ad immersione frullare direttamente nella pentola parte dei frutti fino ad avere la proporzione pezzetti interi/polpa frullata che si preferisce. Cuocere ancora 10'. A questo punto la confettura è pronta, ha assunto un colore rubino intenso e la votra casa profuma deliziosamente di ciliegia.
I vasi che la conterranno dovranno essere perfettamente puliti e riscaldati a circa 90' in forno e quindi, velocemente, aiutandosi con un bell'imbuto largo si versa la marmellata bollente nei vasetti avvitando subito il tappo.
Bisogna lasciarli raffreddare senza più spostarli.
Avrete una deliziosa confettura dolce, ma non stucchevole di consistenza perfetta e di gusto fresco. E si conserva benissimo nonostante lo scarso impiego di zucchero.
Buon appetito!
2 giugno 2011
Un'ottima annata!
Per i miei ciliegi! Sono una bellezza, carichi di frutti!
Detto così sembrerebbe una bella cosa. Ma non lo è completamente. Perchè io, oggi, che non fa neanche così bello e minaccia di piovere da un momento all'altro, volevo finire il riquadro di maggio del Crhristmas ecc. ecc. ed il Lattuga iniziato al Camp.
Poi però mi sono detta: vado a dare un'occhiatina ai ciliegi che sono stata via una settimana e magari sono pronti...
Detto così sembrerebbe una bella cosa. Ma non lo è completamente. Perchè io, oggi, che non fa neanche così bello e minaccia di piovere da un momento all'altro, volevo finire il riquadro di maggio del Crhristmas ecc. ecc. ed il Lattuga iniziato al Camp.
Poi però mi sono detta: vado a dare un'occhiatina ai ciliegi che sono stata via una settimana e magari sono pronti...
AARRG! Ce n sono centinaia e centinaia...Queste sono le meno belle, quelle dell'albero che le fa più piccole e sono solo quelle raccolte dai rami bassissimi, che non mi sono neanche dovuta allungare un pochino.
Dobbiamo morire di mal di pancia? Devo lasciarle tutte ai merli ed ai ricci? Sono una bellezza, biologiche da matti, mi tocca andar di marmellata...sigh!
Adoro preparare le marmellate. Che sia ben chiaro, ma non quella di ciliege che bisogna snocciolare una per una.
Sono veramente una giardiniera ingrata. Mi vergogno di me stessa, e vado a snocciolare.
La ricetta della mia marmellata nel prossimo post!
24 maggio 2011
Passata la festa!
E bastano due giorni di assenza, il ritorno è sempre convulso. E mille le cose da fare, le lavatrici, le innaffiature, le coccole al cane, e non solo a lei. E questa volta poi, il pensiero subito ad organizzarsi per il prossimo fantastico fine settimana. Ed allora il tempo vola e non si riesce ad aggiornare il blog!
Lo si sa benissimo, c'è stato il camp di Cuore di maglia ed è stato bellissimo poterci partecipare, con un'amica cara oltretutto, cara e distante,con cui le occasioni per incontrarsi sono purtroppo molto rare.
Insieme abbiamo incontrato nuove amiche, amiche finalmente non più di blog e virtuali, ma vere, di carne ed ossa e risate e lacrime.
Una vera sciccheria!
Una bellissima (troppo breve) vacanza!
Che però mi ha lasciato molto,e come prima cosa, la voglia di lavorare intensamente per i piccolini di Cuore di maglia, e come seconda, il fermo proposito di raggiungere Silvia, Emma, Cristiana, Azuka all'incontro mensile al Lingotto.
E naturalmente l'ansia di finire il modello di Emma, la Lattuga di Cristiana e tutti i loro bellissimi pattern creati per la collezione Grignasco!!
Non mi basterà una vita...
Grazie a tutte, una volta di più.
Lo si sa benissimo, c'è stato il camp di Cuore di maglia ed è stato bellissimo poterci partecipare, con un'amica cara oltretutto, cara e distante,con cui le occasioni per incontrarsi sono purtroppo molto rare.
Insieme abbiamo incontrato nuove amiche, amiche finalmente non più di blog e virtuali, ma vere, di carne ed ossa e risate e lacrime.
Una vera sciccheria!
Una bellissima (troppo breve) vacanza!
Che però mi ha lasciato molto,e come prima cosa, la voglia di lavorare intensamente per i piccolini di Cuore di maglia, e come seconda, il fermo proposito di raggiungere Silvia, Emma, Cristiana, Azuka all'incontro mensile al Lingotto.
E naturalmente l'ansia di finire il modello di Emma, la Lattuga di Cristiana e tutti i loro bellissimi pattern creati per la collezione Grignasco!!
Non mi basterà una vita...
Grazie a tutte, una volta di più.
14 maggio 2011
Biscottini anche per vegani!
E' un po' di tempo che nella mia cucina la cuoca attraversa un periodo di consapevolezza salutistica che la porta a contrastare violentemente l'eccesso di grassi e di zuccheri a cui purtroppo le mollezze invernali l'hanno abituata...
I risultati devo dire non sono pessimi, complice l'assenza del figlio/studenteincittà, timidi pietanzini a base di tofu e seitan hanno potuto fare bella mostra di sè sul desco serale. e per non farsi mancare niente, anche qualche dolcetto, anch'esso molto salutare!
Ora qua voglio pubblicare la ricetta di questi biscotti che hanno il vantaggio di poter essere gustati anche dai celiaci visti la totale assenza di glutine che li contraddistingue:
Biscotti di mais con carote e sesamo
250 g farina di mais fioretto
150 g malto di mais
150 g carote grattugiate fini
50 g cocco grattugiato
25 g semi di sesamo
60 g olio di mais
50 ml latte di soia ( va bene lo stesso quello vaccino scremato)
1/2 bustina di lievito per dolci
scorza grattugiata di 1/2 limone
1 cucchiaino di cannella, 1 pizzico di sale
Come prima cosa si mettono le carote, il sale, la cannella, la scorza del limone in un mixer azionato per 10 secondi. Si aggiungono quindi anche il cocco,il malto e l'olio e si frulla il tutto fino ad avere un composto omogeneo. In una terrina invece si mescolano la farina di mais, i semi di sesamo ed il lievito, quindi si aggiungono il latte ed il composto liquido. Si mescola accuratamente fino ad ottenere un impasto che risulterà piuttosto morbido con cui si faranno con le mani dei biscottini un po' appiattiti da sistemare sulla piastra del forno rivestita di carta. Cuociono in 15, 20' a 160°.
Bè, non assomigliano esattamente ai biscotti del Mulino Bianco, ma sono buoni lo stesso, sicuramente meno dolci, meno grassi, più saporiti.
E a casa mia sono durati solo un giorno, anche grazie agli amici di passaggio!
Buon appetito.
I risultati devo dire non sono pessimi, complice l'assenza del figlio/studenteincittà, timidi pietanzini a base di tofu e seitan hanno potuto fare bella mostra di sè sul desco serale. e per non farsi mancare niente, anche qualche dolcetto, anch'esso molto salutare!
Ora qua voglio pubblicare la ricetta di questi biscotti che hanno il vantaggio di poter essere gustati anche dai celiaci visti la totale assenza di glutine che li contraddistingue:
Biscotti di mais con carote e sesamo
250 g farina di mais fioretto
150 g malto di mais
150 g carote grattugiate fini
50 g cocco grattugiato
25 g semi di sesamo
60 g olio di mais
50 ml latte di soia ( va bene lo stesso quello vaccino scremato)
1/2 bustina di lievito per dolci
scorza grattugiata di 1/2 limone
1 cucchiaino di cannella, 1 pizzico di sale
Come prima cosa si mettono le carote, il sale, la cannella, la scorza del limone in un mixer azionato per 10 secondi. Si aggiungono quindi anche il cocco,il malto e l'olio e si frulla il tutto fino ad avere un composto omogeneo. In una terrina invece si mescolano la farina di mais, i semi di sesamo ed il lievito, quindi si aggiungono il latte ed il composto liquido. Si mescola accuratamente fino ad ottenere un impasto che risulterà piuttosto morbido con cui si faranno con le mani dei biscottini un po' appiattiti da sistemare sulla piastra del forno rivestita di carta. Cuociono in 15, 20' a 160°.
Bè, non assomigliano esattamente ai biscotti del Mulino Bianco, ma sono buoni lo stesso, sicuramente meno dolci, meno grassi, più saporiti.
E a casa mia sono durati solo un giorno, anche grazie agli amici di passaggio!
Buon appetito.
10 maggio 2011
L'equazione
Sono stata sempre veramente un disastro in matematica. Un'espressione algebrica, nella sua banalità, non mi è mai venuta al primo colpo. I numeri non li ricordo mai, conto e riconto, non ricordo un prezzo, le percentuali sono per me un mistero, li scrivo persino male i numeri.
Ed allora è forse per questo che non riesco a capacitarmi di un'equazione che periodicamente si presenta sul mio cammino e che dice che, più una è disponibile e gentile, sorridente e costruttiva più è l'oggetto di musi e nervosimi, maleducazione e ingratitudine. Mah...
E questo in casa, naturalmente, qui si parla di marito e figlio, le amiche per fortuna che ci sono, sempre disponibili, attente, gentili, piene di affetto.
Però, che sfinimento, dover sempre essere il soggetto prescelto ed eletto a sopportare mlumori e frustazioni...
Ed allora è forse per questo che non riesco a capacitarmi di un'equazione che periodicamente si presenta sul mio cammino e che dice che, più una è disponibile e gentile, sorridente e costruttiva più è l'oggetto di musi e nervosimi, maleducazione e ingratitudine. Mah...
E questo in casa, naturalmente, qui si parla di marito e figlio, le amiche per fortuna che ci sono, sempre disponibili, attente, gentili, piene di affetto.
Però, che sfinimento, dover sempre essere il soggetto prescelto ed eletto a sopportare mlumori e frustazioni...
4 maggio 2011
Una bella sorpresa!
Due care amiche, compagne di sferruzzo ieri per il mio compleanno mi hanno fatto una bellissima sorpresa:
una matassa di filo di canapa in un colore che adoro! Subito subito, mi sono detta, qui ci scappa un altro scialle estivo, poi però l'ho pesata la matassa, e di filo ce n'è tanto, sono 450g !!! Ed allora, che fare? Un altro Adrift? O qualcosa del genere? Mah...
Accetto consigli, per ora dipano e faccio campione perchè la canapa non l'ho mai lavorata e devo capire. Ma ancora grazie e grazie a MariaCristina e a Carla!
una matassa di filo di canapa in un colore che adoro! Subito subito, mi sono detta, qui ci scappa un altro scialle estivo, poi però l'ho pesata la matassa, e di filo ce n'è tanto, sono 450g !!! Ed allora, che fare? Un altro Adrift? O qualcosa del genere? Mah...
Accetto consigli, per ora dipano e faccio campione perchè la canapa non l'ho mai lavorata e devo capire. Ma ancora grazie e grazie a MariaCristina e a Carla!
28 aprile 2011
Il pavone
circondato dalla sua magnifica ruota si pavoneggia! E come potrebbe non farlo? Non è bellissimo?
Gli animali sono tra i miei soggetti preferiti, specialmente quelli un po' simbolici o fantastici.
Questo è il riquadro iniziale di "Christmas at Hawk Run Hollow" naturalmente, ha dei colori belli ed allegri, lo adoro.
Gli animali sono tra i miei soggetti preferiti, specialmente quelli un po' simbolici o fantastici.
Questo è il riquadro iniziale di "Christmas at Hawk Run Hollow" naturalmente, ha dei colori belli ed allegri, lo adoro.
23 aprile 2011
Gli agnelli
Li avete mai visti?
Nei campi, dico. Sull'erba, vicini alle loro mamme. A giocare come solo loro sanno fare, correndo, saltando, riunendosi in gruppi per poi, nuovamente sparpagliarsi. Sembrano pieni di felicità e di vita.
Una delle loro passioni, uno dei giochi preferiti è quello di salire sui punti più alti del pascolo, vogliono sentirsi più grandi forse, se non c'è un rialzo del terreno, un vecchio tronco, allora si accontentano e si arrangiano con quello che c'è.
Sono deliziosi, allegri, curiosi, inermi.
Viene poi il giorno in cui sono strappati alle loro madri che gridano straziate per giorni e vengono portati al macello. Chi ci vive, vicino ai macelli, dice che le urla di queste creature sono insopportabili. Poi cessano.
Personalmente, posso dire che tutte le volte che vedo mangiare carne d'agnello provo un profondo disprezzo verso chi lo fa. Lo so, non è politicamente corretto dirlo, ma è la pura verità.
Nei campi, dico. Sull'erba, vicini alle loro mamme. A giocare come solo loro sanno fare, correndo, saltando, riunendosi in gruppi per poi, nuovamente sparpagliarsi. Sembrano pieni di felicità e di vita.
Improvvisamente la madre li chiama ed allora è tutto un gran correre a raggiungere una pancia calda e lanosa, una mammella gonfia di latte, i musetti cozzano, i codini vibrano di piacere.
Dopo aver mangiato spesso si addormentano perchè sono piccoli e non hanno tanta resistenza.

Sono deliziosi, allegri, curiosi, inermi.
Viene poi il giorno in cui sono strappati alle loro madri che gridano straziate per giorni e vengono portati al macello. Chi ci vive, vicino ai macelli, dice che le urla di queste creature sono insopportabili. Poi cessano.
Personalmente, posso dire che tutte le volte che vedo mangiare carne d'agnello provo un profondo disprezzo verso chi lo fa. Lo so, non è politicamente corretto dirlo, ma è la pura verità.
20 aprile 2011
Da qualche parte verso la fine
L'imagine è piccola, ma lo è anche il libro!
La copertina è deliziosa, decisamente accattivante, l'argomento forse un po' meno: qua si parla di pensieri, di pensieri alla fine di una vita lunga e piena, ma presumibilmente molto vicina alla fine.
Che sia il caso di preoccuparsi? Cos'è questo interesse verso la senilità? Mah...Ad ogni buon conto, questa signora Athill, dopo una vita trascorsa a fare l'editor a Londra per scrittori come Richler, Updike, Roth e Atwood, alla bella età di ottant'anni ha iniziato a scrivere con successo dei libri solo suoi e questo è il primo tradotto in Italia.
E' una specie di breve autobiografia, il racconto della vita di una donna estremamente indipendente e brillante che si adatta allo scorrere del tempo riconoscendo ed accettando gli inevitabili cambiamenti che questo comporta. Ed allora ci sono i ricordi, i rimpianti, le malinconie, ma anche le sicurezze acquisite, le libertà conquistate, sopra tutte, quella di essere se stesse senza più dovere o volere renderne conto agli altri.
Diana Athill è un buon esempio di come si possa vivere la vita fino alla fine con entusiasmo ed ironia, pienamente.
Devo ricordarmene.
14 aprile 2011
Prime fioriture
Il caldo della scorsa settimana, inatteso, esagerato, piacevolissimo, stupefacente ha risvegliato e fatto scorrere veloce veloce anche la linfa delle piante del giardino. E loro, le piante, in uno slancio di allegria e ritrovata vitalità non hano perso tempo ed hanno messo sù lucide foglie, approntato teneri boccioli e dato il via ad anticipate fioriture.
E quindi ecco, nel suo splendore, uno dei fiori della peonia Shan Hu Tai (Trono di corallo) dal fiore semidoppio e dalle foglie color salvia.
Sboccia nel suo sontuoso rosa corallo di fianco ad una divertente sorella, una peonia Er Qiao (bellezze gemelle) che deve appunto il suo nome a due sorelle cinesi vissute durante il periodo dei "tre regni" (220-280 d.C.) leggendarie per la loro bellezza.
E quindi ecco, nel suo splendore, uno dei fiori della peonia Shan Hu Tai (Trono di corallo) dal fiore semidoppio e dalle foglie color salvia.
Sboccia nel suo sontuoso rosa corallo di fianco ad una divertente sorella, una peonia Er Qiao (bellezze gemelle) che deve appunto il suo nome a due sorelle cinesi vissute durante il periodo dei "tre regni" (220-280 d.C.) leggendarie per la loro bellezza.
Finalmente, dopo quattro anni di paziente attesa ha mantenuto le sue promesse ed è sbocciata in due colori. E' la sua caratteristica, può portare fiori di due diversi colori o addirittura avere fiori bicolori. Ed ogni anno che passa si comporta come vuole. Carina no? I fiori devono ancora aprirsi completamente, speriamo che la pioggia prevista per domani li risparmi...
Ultima foto, quella della prima rosa a fiorire nel mio giardino, la rosa Sericea pteracanta, scelta per le sue bellissime e grandi spine che dopo la fioritura adornano i rami della pianta, rosse e translucide.
Anche i fiori sono belli nel loro candore e nella loro semplicità. Rivestono tutti i rami, stretti gli uni agli altri.
13 aprile 2011
Una ricamatrice molto lenta...
Sono io! Quella lenta. Chissà perchè non riesco a sveltirmi con il ricamo. Con questo, in particolare, sono molto in ritardo. Avrei dovuto finire questo quadrato nel mese di marzo ed invece...l'ho finito qualche giorno fa. E dire che mi diverte tantissimo crocettarlo!
Però mi sono portata avanti ed ho già preparato i colori del prossimo blocco, il numero 1, quello con il pavone che è veramente bellissimo:
In foto risultano un po' più freddi di quanto lo siano in realtà, specialmente i verdi che sono invece una meraviglia. Spero di finirlo con dei tempi decenti anche se però, a mia giustificazione devo dire che il risveglio repentino ed esagerato del giardino mi sta assorbendo quasi totalmente. Ah! Il tempo, non basta mai.
Però mi sono portata avanti ed ho già preparato i colori del prossimo blocco, il numero 1, quello con il pavone che è veramente bellissimo:
In foto risultano un po' più freddi di quanto lo siano in realtà, specialmente i verdi che sono invece una meraviglia. Spero di finirlo con dei tempi decenti anche se però, a mia giustificazione devo dire che il risveglio repentino ed esagerato del giardino mi sta assorbendo quasi totalmente. Ah! Il tempo, non basta mai.
10 aprile 2011
Mea shawl, ancora.
Una versione estiva per questo bel modello di Emma Fassio. Mi piace questo scialle, è facile e veloce da tricottare e quindi ho pensato di sferruzzarne un altro utilizzando tre gomitoli di seta bourette dimenticati in soffitta credo da più di tredici anni! Questo peraltro significa che benchè visitata da ghiri e faine, la mia soffitta è perfetta per le lunghe conservazioni...ergo, posso continuare a soccombere agli innamoramenti fatali per i gomitoli!
Il filato utilizzato è lo Shangai della Grignasco (non credo sia più in produzione), me ne sono occorsi 200 g perchè ho voluto aggiungere delle frange.
Il filato utilizzato è lo Shangai della Grignasco (non credo sia più in produzione), me ne sono occorsi 200 g perchè ho voluto aggiungere delle frange.
6 aprile 2011
Zaleti
Se vi è rimasta ancora della farina di mais dall'inverno posto una ricetta che ne prevede l'utilizzo in modo molto soddisfacente!
Gli zaleti sono dei biscottini deliziosi, tipici del Veneto e quindi, come dice il nome sono "gialletti" e sono fatti con la farina di mais. La ricetta originale prevede della farina di mais Fioretto, cioè macinata molto finemente.Personalmente preferisco usare la Bramata che è quella che si usa qua a casa (marito bergamasco...) per fare la polenta perchè mi piace sentire sotto i denti la grana grossa della farina, però naturalmente è solo questione di gusto.
Quando escono dal forno sono molto morbidi, niente paura, raffreddando induriscono come tutti gli altri biscotti
150 g farina bianca
150 g farina di mais macinata fine
150 g burro
120 g zucchero
100 g uvetta
1 cucchiaino di lievito, 1 pizzico di vanillina, la scorza di un limone grattugiata, 1 pizzico di sale, 3 tuorli d'uovo.
Impastare velocemente tutti gli ingredienti insieme aggiungendo l'uvetta come ultima cosa.(Se impastate con il mixer, l'uvetta aggiungetela poi a mano dopo aver estratto il composto altrimenti si spappola e non va bene).
Con la pasta ottenuta fare dei rotolini sul piano di lavoro e tagliare a losanga. Cuocere 10' circa in forno a 180°.
Alla fine si presentano così! Non avrete modo di poterli ammirare a lungo, spariscono in un attimo!
Gli zaleti sono dei biscottini deliziosi, tipici del Veneto e quindi, come dice il nome sono "gialletti" e sono fatti con la farina di mais. La ricetta originale prevede della farina di mais Fioretto, cioè macinata molto finemente.Personalmente preferisco usare la Bramata che è quella che si usa qua a casa (marito bergamasco...) per fare la polenta perchè mi piace sentire sotto i denti la grana grossa della farina, però naturalmente è solo questione di gusto.
Quando escono dal forno sono molto morbidi, niente paura, raffreddando induriscono come tutti gli altri biscotti
150 g farina bianca
150 g farina di mais macinata fine
150 g burro
120 g zucchero
100 g uvetta
1 cucchiaino di lievito, 1 pizzico di vanillina, la scorza di un limone grattugiata, 1 pizzico di sale, 3 tuorli d'uovo.
Impastare velocemente tutti gli ingredienti insieme aggiungendo l'uvetta come ultima cosa.(Se impastate con il mixer, l'uvetta aggiungetela poi a mano dopo aver estratto il composto altrimenti si spappola e non va bene).
Con la pasta ottenuta fare dei rotolini sul piano di lavoro e tagliare a losanga. Cuocere 10' circa in forno a 180°.
Alla fine si presentano così! Non avrete modo di poterli ammirare a lungo, spariscono in un attimo!
31 marzo 2011
Appena sveglia!
E molto, molto affamata. Parlo di una delle mie tartarughe, la prima ad uscire dal letargo quest'anno, coperta di terra, assonnata e sbadigliante (giuro!). Dopo l'inverno sono leggere leggere eppure, nonostante i mesi di digiuno e la disidratazione, possono essere piene di energia e si spingono fuori dalle loro tane alla ricerca di foglie tenere
Mentre le tartarughe ed il giardino si svegliano, intanto, finalmente ho finito l'Adrift!! Sono piuttosto soddisfatta perchè è stata una nuova esperienza per me, un modello lavorato in un unico pezzo a partire dall'alto, un filato magnifico ma infernale per quanto è fine e delicato, una miriade di punti lavorati con la tecnica continentale, un Kal che mi ha permesso di lavorare con delle tricottine deliziose e super gentili. La foto che vi mostro è pessima, ma non ho nessuno a disposizione in questo momento in casa ed io sono troppo impaziente di condividere il risultato delle mie fatiche!
da divorare. Le mie vanno matte per il trifoglio ed il tarassaco e naturalmente per la frutta e le carote bollite.
Amo le tartarughe. Sono animali incredibili, mi fanno pensare alle origini della terra, alla preistoria. Il loro istinto è formidabile, non sbagliano mai. Sanno quando smettere di nutrirsi alla fine dell'estate per non andare in letargo con lo stomaco o l'intestino pieni, rallentano il battito cardiaco fino quasi a sembrare morte ed aspettano tempi migliori. Le femmine, dopo essersi accoppiate, possono decidere di trattenere il seme del maschio e di non deporre le uova se ritengono che le condizioni esterne non siano favorevoli alla nascita dei nuovi tartarughini. Non sono lente, tutt'altro, percorrono decine di chilometri durante la bella stagione.
E poi , sono vegetariane! Fantastiche...
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25 marzo 2011
L'Angelica
Chi frequenta i blog di cucina ne avrà già sentito parlare dell'Angelica. E' un dolce semplice, ma di grande effetto, una ricetta perfetta che riesce bene e permette di ottenere una ciambella molto coreografica oltre che buona. E poi è una ricetta delle fantastiche sorelle Simili! Con i loro libri queste due simpatiche sorelle bolognesi hanno condiviso un grande sapienza e tanti anni di esperienza. Le loro ricette sono perfette, riescono sempre, sia che si tratti di pane che di dolci o di pasta fresca. Quella che posto oggi è tratta da questo libro ed è perfetta per il week-end, la si prepara il sabato pomeriggio e poi, se si riesce a resistere dall'assaggiarla, è bella pronta per una pigra colazione domenicale.
ANGELICA
Primo impasto: 135 g di farina, mezzo cubetto di lievito di birra, 75 g d'acqua (circa)
Amalgamare tutti gli ingredienti e lasciare lievitare per una trentina di minuti.
Secondo impasto: 400 g di farina, 75 g di zucchero, 120 g di latte tiepido, 3 tuorli d'uovo, 1 cucchiaino di sale, 120 g di burro morbido.
Inoltre bisogna aggiungere: 75 g di uvette, 75 g di scorze d'arancia candite, 50 g di burro fuso e se si vuole fare una glassa di copertura anche dello zucchero a velo e un albume.
Impastare la farina con lo zucchero,il sale ed i tuorli d'uovo sbattuti nel latte. Unire il burro fino a d ottenere un impasto che si stacca dalle pareti della ciotola. Aggiungere il primo impasto lievitato ed amalgamare perfettamente.
Lasciar lievitare per un'altra oretta e quindi rovesciare la pasta su un piano infarinato e senza lavorarla ulteriormente stenderla formando un rettangolo di 2/3 mm di spessore. Pennellare la superficie con il burro fuso e cospargere il tutto con l'uvetta e le scorze candite.
Arrotolare dal lato più lungo e tagliare il rotolo ottenuto a metà per il lungo, separare delicatamente i due pezzi e formare una treccia tenendo la parte tagliata all'esterno. Su una teglia adagiare la treccia a formare una ciambella, pennellare ancora con un po' di burro fuso e far lievitare un 40'. (deve raddoppiare)
Cuocere in forno a 200° per 20,25'.
A questo punto se si vuole, si prepara la glassa sbattendo l'albume con lo zucchero a velo, la si usa appena il dolce viene sfornato.
Impastare la farina con lo zucchero,il sale ed i tuorli d'uovo sbattuti nel latte. Unire il burro fino a d ottenere un impasto che si stacca dalle pareti della ciotola. Aggiungere il primo impasto lievitato ed amalgamare perfettamente.
Lasciar lievitare per un'altra oretta e quindi rovesciare la pasta su un piano infarinato e senza lavorarla ulteriormente stenderla formando un rettangolo di 2/3 mm di spessore. Pennellare la superficie con il burro fuso e cospargere il tutto con l'uvetta e le scorze candite.
Arrotolare dal lato più lungo e tagliare il rotolo ottenuto a metà per il lungo, separare delicatamente i due pezzi e formare una treccia tenendo la parte tagliata all'esterno. Su una teglia adagiare la treccia a formare una ciambella, pennellare ancora con un po' di burro fuso e far lievitare un 40'. (deve raddoppiare)
Cuocere in forno a 200° per 20,25'.
A questo punto se si vuole, si prepara la glassa sbattendo l'albume con lo zucchero a velo, la si usa appena il dolce viene sfornato.
La glassa non è obbligatoria, personalmente su questa che vedete fotografata non l'ho messa come potete vedere! Provate a farla , il risultato è assicurato e molto coreografico, non è difficile, basta solo avere il tempo per le lievitazioni...
21 marzo 2011
Primavera
Anche quest'anno, primavera. A farci uscire da un inverno lungo, buio, e non solo per mancanza di luce. Un inverno faticoso, pesante, cupo tante volte.
E adesso primavera. Che possa essere leggera e dolce, accompagnata da venti lievi a far fremere i fiori, dal sole caldo a far uscire i bambini a giocare, da tramonti che quando il cielo trascolora, a Torino, non vorresti più smettere di camminare e ti sembra che la vita ti riservi ancora infinite promesse.
Ho scelto dei fiori di ciliegio non a caso pensando al Giappone, un piccolo omaggio.
19 marzo 2011
Le Donne
Un fulgido esempio di come la lettura di un romanzo scateni il desiderio di saperne di più, di conocere meglio. Ed in questo specifico caso, per me, di scoprire la vita e l'opera fantastica ed affascinante di Frank Lloyd Wright. Un genio indiscusso, un uomo dal talento rivoluzionario e dal carattere pirotecnico, egocentrico, sognatore, narcisista.
Boyle narra della vita del grande architetto ripercorrendo a ritroso le sue relazioni sentimentali attraverso lo sguardo ammirato ed ironico di un giovane studente giapponese che nel 1932 arriva a Taliesin per far pratica nello studio del grande maestro e per condividerne i sogni ed i progetti. E questo è il punto di partenza. Poi, pagina dopo pagina, si vivono le storie dei protagonisti attraverso le loro sofferenze, le loro gioie,le diffficoltà, gli ostacoli ed i pregiudizi. Sullo sfondo un'America rurale, bigotta, ingenua ed anche un po' crudele.
E' un libro che mi è piaciuto molto, mi ha divertita, mi ha portato cercare i volti dei protagonisti e le fotografie degli edifici progettati da Lloyd Wright. E me ne ha fatto apprezzare la sua modernità, il suo gusto, la sua visione.
Che bello che c'è il Web!
10 marzo 2011
Una stagione : linverno #7
Ancora una passeggiata tra i boschi ed ancora rami spogli a delinearsi contro il cielo. Oramai per poco però!
questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama "Una stagione: l'Inverno"
questo blog partecipa all'iniziativa di Kosenrufu mama "Una stagione: l'Inverno"
9 marzo 2011
Aggiornamento lavori in corso
Il lavoro a punto croce procede, ma l'aggiornamento sarebbe ben diverso se la stolta ricamatrice non avesse preso lucciole per lanterne e non avesse sbagliato ad interpretare la legenda della tabella colori...risultato?
Due sere di lavoro, una sera di scucitura, una sera di decantazione, un nuovo inizio, un sacco di tempo perso! Un esercizio di pazienza, ormai sono ben temprata direi e non solo per merito dei lavori d'ago, più di tutto è stata la vita ed i suoi casi ad insegnarmela, ogni tanto mi sento quasi una monaca zen e mi devo congratulare con me stessa!
E poi il lavoro, mi correggo, il divertimento, continua su altri fronti, su quello dell'Adrift, il Kal di marzo che mi sta divertendo molto anche se sono solo all'inizio. La cosa divertente, la più divertente direi, è il lavorarlo insieme alle compagne di KAL che offrono sostegno ed entusiasmo, inoltre è stata l'occasione per dipanare la mia prima matassa di Malabrigo Lace che non conoscevo e che mi ha conquistata immediatamente per la sua incredibile morbidezza e per il suo colore fantastico, appena sfumato.
E' un modello top down, una sfida per me che sono abituata a lavorare in modo tradizionale!
6 marzo 2011
Congolesi
Un nome bruttino direi per dei dolcetti deliziosi. Mi sembra un nome un po' retro, da colonialisti, ma tant'è, il loro principale ingrediente, il cocco, evidentemente evoca immagini e sensazioni esotiche. Questa ricettina è un'ottima soluzione per utilizzare degli albumi avanzati da qualche preparazione precedente e quindi ecco gli ingredienti:
4 albumi
250 g di zucchero di canna
300 g di cocco grattugiato
1 cucchiaio di composta di mele
1 bustina di vanillina
Mettere gli albumi e lo zucchero in una casseruola e sbattere vigorosamente a bagno maria ( e quindi in un'altra pentola) fino a che il composto non sarà bello caldo e spumeggiante.
Scaldare il forno a 180°.
Togliere la casseruola dal bagnomaria ed aggiungere la composta di mele (io ho semplicemente cotto un po' prima una renetta, ne ho usato un cucchiaio ed il rimanente me lo sono pappato sul posto!), la vanillina ed il cocco continuando a sbattere per almeno altri 3 minuti di modo che il tutto rimanga ben montato.
Con le mani leggermente umide fare delle palline grosse come una noce e sagomarle mettendole poi sulla placca rivestita di carta da forno.
Infornare per una ventina di minuti fino a che non saranno belle dorate. Alla fine risulteranno croccanti fuori e morbide all'interno.
raffreddate si possono conservare anche 10 giorni in una scatola chiusa ermeticamente e conservata in luogo fresco ed asiutto.
Buon appetito!
4 albumi
250 g di zucchero di canna
300 g di cocco grattugiato
1 cucchiaio di composta di mele
1 bustina di vanillina
Mettere gli albumi e lo zucchero in una casseruola e sbattere vigorosamente a bagno maria ( e quindi in un'altra pentola) fino a che il composto non sarà bello caldo e spumeggiante.
Scaldare il forno a 180°.
Togliere la casseruola dal bagnomaria ed aggiungere la composta di mele (io ho semplicemente cotto un po' prima una renetta, ne ho usato un cucchiaio ed il rimanente me lo sono pappato sul posto!), la vanillina ed il cocco continuando a sbattere per almeno altri 3 minuti di modo che il tutto rimanga ben montato.
Con le mani leggermente umide fare delle palline grosse come una noce e sagomarle mettendole poi sulla placca rivestita di carta da forno.
Infornare per una ventina di minuti fino a che non saranno belle dorate. Alla fine risulteranno croccanti fuori e morbide all'interno.
raffreddate si possono conservare anche 10 giorni in una scatola chiusa ermeticamente e conservata in luogo fresco ed asiutto.
Buon appetito!
1 marzo 2011
"C'è silenzio lassù"
Una delle ultime lettura di questo periodo. Un libro bellissimo, profondo, minimalista, triste, ma con un lieto fine.
La storia di un uomo che ha visto la sua vita interrompersi la notte in cui il fratello gemello, è morto in un incidente stradale. Da quel momento tutto è cambiato, gli studi all'università sono stati interrotti e per lui è rimasta solo la vita nella fattoria, agli ordini di un padre gretto e meschino, a tratti anche molto crudele. La vita scorre, gli anni passano sempre uguali, crisatallizati nella loro ripetitività.
E poi, un giorno, Helmer fa la prima scelta della sua vita e decide di confinare ilpadre in una stanza al piano di sopra e di rinnovare la casa. Ed è come se si fosse rotto un incantesimo e pensieri e sentimenti tornano a galla a farsi rivivere e analizzare. E poi il resto naturalmente non lo dico.
Dico però che questo libro, questa storia sono oltremodo affascinanti. La scrittura è bellissima, le descrizioni degli ambienti naturali sono molto coinvolgenti, e l'autore, narrando la storia di un uomo parla anche del suo doppio o meglio di una sua altra parte, parla della separazione e della mancanza, della solitudine e di un sentimento di incompletezza che accompagna una vita. E lascia però intravedere la possibilità di un riscatto, di una rinascita.
Gerbrand Bakker - C'è silenzio lassù - Iperborea
26 febbraio 2011
Crumble mele e lamponi
Conoscete i crumbles? Sono deliziosi, molto veloci da fare e molto british. In Francia negli ultimi anni hanno riscosso un grande successo e si stanno diffondendo anche in Italia. Nascono come preparazioni dolci, ma sono buonissimi anche in versione salata.
Crumble significa briciola, e sono proprio le briciole a caratterizzare questo piatto. Briciole dolci o salate a seconda del caso. Importante è farle con le mani, sfregando i vari ingredienti tra i polpastrelli perchè devono rimanere irregolari e di grandezza diversa, passati al mizer sarebbero troppo uniformi. Il primo che vi propongo è semplicemente delizioso ed è il:
Crumble alle mele e lamponi :
4 mele renette
una quindicina di lamponi ( anche surgelati)
2 cucchiai di zucchero di canna
succo di mezzo limone
1 pizzico di miscela delle 4 spezie o di cannella
100 g di farina
45 g di burro
50 g zucchero di canna
In una terrina mettere la farina, lo zucchero, il burro freddo a tocchetti, le spezie, un pizzichino di sale (questo sempre!) e mescolare sfregando il tutto tra i polpastrelli fino ad ottenere delle belle briciole, alcune piccole, altre più grandi.
Mettere le mele cotte direttamente in un piatto da forno, aggiungere i lamponi (se surgelati, non occorre sgelare) e cospargere il tutto con le briciole fino a ricoprire perfettamente il composto. Non bisogna schiacciare!
Cuocere per circa 30' fino a che le briciole non siano belle dorate e croccanti.
Servire tiepido.
Buon appetito!
Crumble significa briciola, e sono proprio le briciole a caratterizzare questo piatto. Briciole dolci o salate a seconda del caso. Importante è farle con le mani, sfregando i vari ingredienti tra i polpastrelli perchè devono rimanere irregolari e di grandezza diversa, passati al mizer sarebbero troppo uniformi. Il primo che vi propongo è semplicemente delizioso ed è il:
Crumble alle mele e lamponi :
4 mele renette
una quindicina di lamponi ( anche surgelati)
2 cucchiai di zucchero di canna
succo di mezzo limone
1 pizzico di miscela delle 4 spezie o di cannella
100 g di farina
45 g di burro
50 g zucchero di canna
Cuocere le mele tagliate a tocchetti con lo zucchero ed il succo di limone e far raffreddare.
Scaldare il forno a 180°.In una terrina mettere la farina, lo zucchero, il burro freddo a tocchetti, le spezie, un pizzichino di sale (questo sempre!) e mescolare sfregando il tutto tra i polpastrelli fino ad ottenere delle belle briciole, alcune piccole, altre più grandi.
Mettere le mele cotte direttamente in un piatto da forno, aggiungere i lamponi (se surgelati, non occorre sgelare) e cospargere il tutto con le briciole fino a ricoprire perfettamente il composto. Non bisogna schiacciare!
Cuocere per circa 30' fino a che le briciole non siano belle dorate e croccanti.
Servire tiepido.
Buon appetito!
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